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FEDERICO GARCIA LORCA -Duende chi era costui?

Federico Garcìa Lorca nato a Fuente Vaqueros in provincia di Granada, il 5 giugno 1898 è tra i nomi più risonanti della poesia europea del Novecento, punto di riferimento per la cosiddetta generazione del ’27, che scelse l’Avanguardia con grandi risultati. Scontò con la vita il prezzo della sua “diversità”, come artista e come uomo. Dichiaratamente repubblicano durante la Guerra civile spagnola e omosessuale, una grave colpa per la Spagna conformista dell’epoca, viene prima catturato dalle guardie civili del comandante Valdés il 16 agosto 1936, poi fucilato all’alba tre giorni dopo nei pressi di Viznar, vicino Granada. Una voce unanime di sdegno, come quella dell’amico Pablo Neruda, si levò da ogni parte del mondo contro l’ottusità della dittatura. Amico di S. Dalí e L. Buñuel, partecipò ai vari tentativi modernisti, specialmente impressionisti. Nonostante la breve esistenza, Garcia Lorca diede vita ad una corposa produzione letteraria, sia in prosa che in versi. Fondamentale, nella sua intera esperienza intellettuale, è il debito con la madre, da cui impara l’amore per la musica e per la tradizione popolare spagnola, che rievoca e dà sostanza a gran parte dei suoi scritti, non solo poetici, ma anche dei testi drammaturgici. Di questo grande artista spagnolo si parlerà all’Arci di Rovigo, viale Trieste 29, Mercoledì 11 settembre 2019, ore 18,00. Relatrice sarà la prof.ssa Adriana Migliorini che porrà particolare attenzione a un’opera di prosa “ Gioco e teoria del duende” del 1930 che continua a suscitare un profondo interesse perché esprime la vocazione del pensiero a tessere le trame sempre rinnovate dell’inquietudine. La conferenza  rientra nel Progetto Radici del Contemporaneo ed è organizzato dall’Arci di Rovigo con il patrocinio della Regione del Veneto, della Provincia e del Comune di Rovigo e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. ENTRATA LIBERA

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