Approfondimenti

Genitori, cosa fate respirare ai vostri bambini?

In un recente articolo su The Guardian, ripreso da l’Internazionale, George Monbiot ipotizza uno scenario drammatico e surreale in cui personaggi in preda ad un delirio collettivo si divertono a spruzzare gas tossico in faccia ai bambini: “sarebbe un’emergenza nazionale” scrive l’autore “interverrebbe la polizia. Il Parlamento approverebbe una legge durissima contro l’avvelenamento dei bambini”.

“Il problema è che l’avvelenamento di massa si sta verificando davvero”.
Ci siamo mai chiesti, seriamente, cosa respirano ogni giorno i nostri figli? Secondo l’International Journal of Environmental Research and Public Healt, la salute dei bambini è compromessa addirittura prima della nascita: i polmoni delle madri, infatti, assorbono particelle tossiche che si accumulano nella placenta. Venuti alla luce, i nostri bambini sono costantemente esposti a inquinanti di ogni tipo: PM10, PM2,5, metalli pesanti come nichel, cadmio, piombo e arsenico, biossido di azoto, benzene, benzo(a)pirene, monossido di carbonio, … A bordo dei passeggini, si trovano all’altezza ideale per inalare tutti i veleni che escono dai tubi di scappamento delle automobili. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dimostrato la diretta correlazione tra inquinamento atmosferico e patologie respiratorie quali tosse, bronchiti, asma, respiro sibilante, rinite, mentre l’Unità Operativa Complessa di Broncopneumologia dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù ha rilevato che la ridotta funzionalità polmonare determinata dall’inquinamento può rappresentare un fattore di rischio per lo sviluppo di gravi patologie come malattie polmonari croniche, arterosclerosi e malattie del sistema cardio-vascolare. Addirittura, l’inalazione di piombo può comportare danni allo sviluppo del sistema nervoso centrale, ritardi della crescita e alterazioni del comportamento. Come se ciò non bastasse, il British Medical Journal, in uno studio del 2018, afferma che esiste una relazione tra l’esposizione prolungata all’inquinamento atmosferico e la riduzione delle capacità cognitive dei bambini. La maggior parte delle particelle tossiche viene inalato dai bambini mentre vanno e tornano da scuola. Una domanda, dunque, dovrebbe sorgere spontanea ad ogni genitore attento: è veramente intelligente “sgomitare” per parcheggiare il Suv davanti all’ingresso della scuola, facendo a gara con centinaia di altri genitori automuniti, per evitare che il nostro bimbo debba percorrere qualche centinaio di metri a piedi? E’ furbo correre a concentrare le nostre emissioni in faccia ai piccoli studenti?

La soluzione è culturale e politica.
Dobbiamo renderci conto che l’automobile è solo uno (e certamente il meno sostenibile) dei tanti mezzi di trasporto tra cui scegliere: possiamo muoverci a piedi, in bicicletta, con i mezzi pubblici. Se ognuno di noi cominciasse a ragionare in modo meno “autocentrico” potremmo godere di aria migliore, città meno congestionate e più vivibili. I nostri comportamenti, le nostre scelte quotidiane possono dare un contributo sostanziale alla qualità dell’ambiente e, allo stesso tempo, condizionare le scelte politiche di chi ci governa: dobbiamo insistere affinché la qualità dell’aria che respiriamo diventi un tema prioritario nell’agenda politica internazionale. Occorre un intervento concreto che rivoluzioni il sistema dei trasporti urbani per uscire dal dominio della lobby dei combustibili fossili. Un singolo cittadino non può nulla, ma tutti insieme si.

E’ ora di muoversi, cambiando le nostre abitudini quotidiane e pretendendo a gran voce la tutela dell’ambiente e della nostra salute.

Giorgia Businaro

Articolo tratto dal Blog Rovi-go-green di RovigoinDiretta

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