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Le PMI venete tra le migliori in Europa

Gli ultimi dati disponibili [1] ci dicono che le Pmi venete sono poco meno di 412.800, pari al 99,9 per cento del totale e danno lavoro a 1,4 milioni di addetti, vale a dire il 78 per cento del totale regionale. Il confronto con le grandi imprese[2] mette in evidenza l’ “inconsistenza” numerica di queste ultime. Sempre nello stesso anno, le aziende di grandi dimensioni presenti nella nostra regione ammontano a 413 unità (lo 0,1 per cento del totale), anche se occupano quasi 400mila addetti (il 22 per cento del totale). In termini di fatturato, invece, le Pmi generano quasi i 2/3 del totale regionale e praticamente la stessa quota di valore aggiunto. Per contro, le grandi imprese fatturano “solo” 1/3 del dato regionale e sempre 1/3 anche del valore aggiunto prodotto in Veneto.

·       Non abbiamo più le grandi imprese. La storia di Porto Marghera è la cartina di tornasole di questo fenomeno

Nonostante le nostre PMI rappresentino sia in Veneto che in Italia un punto di riferimento anche in Europa, il nostro sistema produttivo registra ancora numerose criticità. Spesso queste imprese risultano sottocapitalizzate e con limitata liquidità, incontrando difficoltà nell’accesso al mercato dei capitali e mostrando scarsa propensione a instaurare collaborazioni con il mondo della ricerca e dell’università. Tuttavia, riteniamo che la problematica più rilevante che affligge l’intero sistema produttivo anche regionale sia la carenza di grandi aziende, una situazione sconosciuta fino a circa quarant’anni fa. Sino alla prima metà degli anni ’80 del secolo scorso, infatti, l’Italia si posizionava tra i leader europei e talvolta mondiali nei settori della chimica, della plastica, della gomma, della siderurgia, dell’alluminio, dell’informatica, dell’auto e della farmaceutica[3], grazie al ruolo e al peso giocato da molte grandi imprese sia pubbliche che private (Montedison, Montefibre, Moplen, Pirelli, Fiat, Italsider, Alumix, Olivetti, Stet, Angelini, etc.). La storia di Porto Marghera è la cartina di tornasole in grado di spiegare meglio di ogni altra cosa l’ascesa e il declino di molti di questi grandi gruppi industriali che per decenni hanno operato anche nel territorio veneziano.

·       Tangentopoli, privatizzazioni e globalizzazione le hanno sciolte come neve al sole

Oggi, a distanza di quattro decenni, abbiamo perso terreno e leadership in quasi tutti questi comparti; un declino non imputabile al caso o a eventi fortuiti, ma riconducibile a una selezione naturale operata dal mercato. È indiscutibile che lo scandalo di Tangentopoli abbia rappresentato un significativo punto di svolta; inoltre, gli effetti geo-politici derivanti dalla caduta del Muro di Berlino, dalle privatizzazioni avvenute nel nostro Paese nei primi anni ’90 e dalla globalizzazione “scoppiata” all’inizio di questo secolo, hanno contribuito a escludere dal mercato o a determinare profonde ristrutturazioni tutte le grandi aziende menzionate precedentemente, molte delle quali erano controllate dallo Stato.

·       E’ grazie alle Pmi che siamo nel G20

Ogni qual volta si critica il nostro Paese per i bassi livelli retributivi, la scarsa produttività, la poca propensione alla ricerca e all’innovazione, la responsabilità ricade sul fatto che in Italia abbiamo troppe Pmi. In realtà, le cose stanno diversamente. A nostro avviso, i punti di debolezza appena richiamati sono in larga parte ascrivibili a una specificità che i nostri competitor non presentano. In Italia non abbiamo le grandi imprese. O meglio, non le abbiamo più, visto che fino alla fine degli anni ’80 del secolo scorso potevamo contare su dei player che nei rispettivi settori produttivi in cui operavano, giocavano alla pari con i migliori concorrenti di tutto il mondo. Ora, se siamo ancora nel G20, ovvero nel forum dei paesi più industrializzati del mondo, lo dobbiamo all’efficienza della nostra Pubblica Amministrazione, alle pochissime grandi imprese rimaste o allo straordinario lavoro svolto dalle nostre Pmi? Crediamo che nessuno possa contraddirci: lo dobbiamo ai tantissimi piccoli e piccolissimi imprenditori e alle loro maestranze che, soprattutto in Veneto, grazie alla capacità di combinare qualità, buon gusto, artigianalità e design, realizzano dei prodotti che sono caratterizzati da una forte identità che evoca emozioni e fiducia nei consumatori di tutto il mondo.

·       Nel Sud le Pmi sono uno straordinario serbatoio occupazionale

Come abbiamo avuto modo di segnalare all’inizio di questa analisi, le nostre Pmi sono uno straordinario serbatoio occupazionale, in particolar modo nel Mezzogiorno (vedi Tab. 1) che è la ripartizione geografica del Paese che, a differenza delle altre, dispone di poche grandi imprese, quasi nessuna multinazionale e un numero contenutissimo di grandi banche e di assicurazioni. Come dicevamo più sopra, in Veneto su oltre 1,8 milioni di lavoratori dipendenti, 1,4 lavora nelle nostre Pmi. Rovigo  presenta la quota più elevata di lavoratori occupati nelle Pmi sul totale provinciale (92,8 per cento). Seguono Treviso con il 83,6 per cento, Vicenza con il 79,5, Padova con il 79,2, Belluno con il 76,9, Venezia con il 73,3 e Verona con il 72,3 (vedi Tab. 2).

Tab. 1 – Gli occupati nelle MPMI – analisi regionale

(anno 2023)

Rank ADDETTI MICRO e PICCOLE /MEDIE IMPRESE
(MPMI)
TOTALE
IMPRESE
Inc. % MPMI
(su totale imprese)
1 Molise 57.683 58.682 98,3
2 Calabria 279.992 289.745 96,6
3 Basilicata 99.452 103.842 95,8
4 Sardegna 304.879 329.266 92,6
5 Sicilia 764.101 832.605 91,8
6 Valle d’Aosta 34.371 38.221 89,9
7 Campania 1.091.243 1.215.512 89,8
8 Marche 410.815 463.582 88,6
9 Puglia 751.891 853.260 88,1
10 Abruzzo 290.674 331.812 87,6
11 Toscana 1.012.061 1.185.720 85,4
12 Umbria 211.221 250.965 84,2
13 Liguria 346.919 422.513 82,1
14 Trentino-Alto Adige 344.397 426.992 80,7
15 Veneto  1.416.022 1.815.755 78,0
16 Friuli-Venezia Giulia 286.343 381.918 75,0
17 Emilia-Romagna 1.244.757 1.696.158 73,4
18 Piemonte 1.008.832 1.438.868 70,1
19 Lazio 1.319.973 1.939.181 68,1
20 Lombardia 2.966.720 4.569.825 64,9
  ITALIA 14.242.347 18.644.421 76,4
Nord-ovest 4.356.843 6.469.426 67,3
Nord-est 3.291.519 4.320.823 76,2
Centro 2.954.071 3.839.448 76,9
  Mezzogiorno 3.639.914 4.014.724 90,7

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati Istat

Tab. 2 – Gli occupati nelle MPMI del Veneto – analisi per provincia

(anno 2023)

Rank ADDETTI MICRO e PICCOLE /MEDIE IMPRESE
(MPMI)
TOTALE
IMPRESE
Inc. % MPMI
(su totale imprese)
30 Rovigo 52.828 56.928 92,8
73 Treviso 268.012 320.407 83,6
81 Vicenza 273.676 344.286 79,5
85 Padova 283.071 357.504 79,2
89 Belluno 48.063 62.539 76,9
93 Venezia 226.441 308.933 73,3
94 Verona 263.929 365.158 72,3
15 VENETO 1.416.022 1.815.755 78,0
  ITALIA 14.242.347 18.644.421 76,4

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati Istat

 

[1] Anno 2023.

[2] Impresa con 250 o più effettivi oppure ogni impresa, anche con meno di 250 effettivi, con un fatturato superiore a 50 milioni di euro e un bilancio superiore ai 43 milioni di euro.

[3] Oggi, in parte, in questo settore manteniamo ancora una leadership importante.

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