Radici del Contemporaneo

Progetto
Radici del Contemporaneo

Le sfide che la contemporaneità ci propone – meglio, ci impone – dalla globalizzazione economica e finanziaria ai nuovi, inusitati linguaggi comunicativi; dagli scenari stupefacenti e allarmanti di paesaggi scientifici aperti su ignoti orizzonti, alle epocali problematiche sociali e culturali dei fenomeni migratori, e alle connesse esigenze di ri-definizione delle identità di comunità e popolazioni… comportano necessariamente molte riflessioni sugli strumenti culturali e sociali, e sul bagaglio di conoscenze e valori, coi quali possiamo affrontare – e possibilmente gestire – le incalzanti realtà odierne e del prossimo futuro: dobbiamo innanzi tutto essere consapevoli del generale “territorio” culturale, sociale, storico in cui ci siamo finora mossi per addentrarci nei tanti nuovi territori che si spalancano nel nuovo millennio.
Per questo una “rivisitazione” della memoria, e della memoria del contemporaneo (che, per dirla con G. Seferis, “viaggia, viaggia sempre”, come ogni memoria) appare un utile programma di lavoro da proporre per il 2019 (e, si confida, anche negli anni successivi), attraverso le diverse occasioni di conferenze, incontri, mostre, rassegne, recuperando tante elaborazioni culturali che, nel tempo, hanno nutrito e costruito la nostra rappresentazione e interpretazione della realtà.
Già il 900, accanto a tante radicali innovazioni (basti pensare a quelle artistiche) ed all’affermazione di nuovi saperi, quali ad esempio la psicanalisi e l’antropologia, per non dire delle rivoluzionarie scoperte scientifiche che hanno poi generato applicazioni tecnologiche in ogni campo, si era comunque impegnato in una generale, complessiva “ricapitolazione” dei saperi e delle culture nelle direzioni più estese sia nel tempo – fino all’antichità – sia nello spazio, includendo e confrontando culture di diverse parti del pianeta.
E oggi tale impegno risulta necessario per rintracciare ed evidenziare appunto tanti percorsi, tanti “fili” culturali di lunga, (pluri) secolare durata per schiudere un ventaglio su quelle che possiamo definire le “Radici del Contemporaneo”: di qui l’intitolazione del presente Programma, che si propone di mostrare, attraverso diverse forme di trattazione, almeno una serie di tessere del mosaico, pressoché smisurato, degli infiniti itinerari degli strumenti culturali di cui oggi disponiamo: questo Programma di interventi dedicati alle Radici del Contemporaneo, proprio nel ripercorrere in modo ampio, vario, libero da impostazioni e confini precostituiti temi, figure, eventi e fenomeni rappresentativi di quei percorsi, vuole offrire alcuni exempla, qualche idea e riflessione utile (chissà…); a dirla con parole ambiziose, ma ben consapevoli dei limiti del lavoro, per capire un po’ meglio in quali “mani” siamo stati, dall’antichità fino ad oggi, in contesti insieme italiano, europeo, mondiale; per capire un po’ meglio, insomma, a che punto ci troviamo oggi. In fondo, ci anima la speranza, come tutti, che domani, poi, si possa capire meglio a quali “mani” vorremmo affidare il nostro futuro…

Prof. Antonio Lodo
Per il Comitato ideatore del Programma