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Notte delle biblioteche: ISERS a Badia Polesine

In occasione della “Notte Bianca” delle Biblioteche l’ISERS invita alla scoperta di Antonio Stoppani, del suo libro “Il Bel Paese” e di altre cose della nostra Italia venerdì 6 settembre alle ore 21 presso l’Abbazia della Vangadizza di Badia Polesine

Antonio Stoppani, letterato e scienziato (Lecco 1824 – Milano 1891). Prese parte alle cinque giornate di Milano e alla prima guerra d’indipendenza. Ordinato sacerdote (1848) e avviato all’insegnamento, subì per le sue idee liberali (fu seguace di Rosmini) le persecuzioni del governo austriaco e scontò l’ostilità della gerarchia ecclesiastica più conservatrice. Professore di geologia nell’Università di Pavia (1861-62), poi nell’Istituto tecnico superiore di Milano (1862-78), quindi nell’Istituto di studî superiori di Firenze (1878-83) e infine (dal 1883) di nuovo a Milano, dove diresse anche il Museo civico di storia naturale; socio nazionale dei Lincei (1875). Si occupò principalmente della geologia e della paleontologia della Lombardia, e sostenne l’unità strutturale delle Alpi lombardo-svizzere. In qualità di sacerdote propugnò la necessità di porre fine al dissidio tra Stato e Chiesa e, contro i fautori di una politica avversa alla conciliazione, pubblicò il libro Gli intransigenti (1886), assai polemico contro alcuni ambienti della Curia; fondò inoltre il periodico Il Rosmini, con chiari intenti progressisti, cercando di mostrare in varie opere la concordia tra il progresso scientifico e il cattolicesimo (Il dogma e le scienze positive, 1884). Autore di un Corso di geologia (3 voll., 1871-73), fu anche apprezzato per i suoi versi e le opere di divulgazione scientifica, tra le quali, appunto, Il bel Paese (1876). Dalla sua prima edizione del 1876, il libro ebbe una vasta diffusione nell’Italia da poco unita, contribuendo a formare negli italiani i presupposti di una cultura scientifica da affiancare a quella filosofica, letteraria e religiosa. Dagli scorci più suggestivi del Lago Maggiore alle colline toscane, dalle marine allora incontaminate alle amate montagne degli Appennini e delle Alpi – Stoppani fu il primo presidente della neonata sezione milanese del Club alpino italiano –, fino ai crateri del Vesuvio e dell’Etna, il libro racconta con competenza e amore il nostro territorio rendendolo per la prima volta un patrimonio per i nuovi italiani. Il volume costruito su ventinove «conversazioni» serali, davanti al caminetto, uno zio molto colto, che tanto ha viaggiato, racconta ai nipoti, in maniera affabile e accattivante, la geologia e le bellezze naturalistiche dell’Italia. E le mille meraviglie del paesaggio italiano diventano un elemento fondante dell’identità nazionale. Insieme a “Pinocchio” e a “Cuore”, “Il Bel Paese” contribuì a forgiare cittadini consapevoli, educati all’amor di patria e alla solidarietà.

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