Ho letto con grande preoccupazione la notizia, pubblicata dal Gazzettino, che parla del rischio chiusura del Punto Nascite di Adria. Per questo, credo che i cittadini bassopolesani debbano seriamente preoccuparsi di questa notizia, perché, se non lo ricordano, a Trecenta la chiusura del Punto Nascite, è sorprendentemente e incredibilmente già avvenuta, circa 10 anni fa!!
Ed è avvenuta per una zona, in cui il numero delle nascite (427) nei comuni altopolesani (io ho solo i dati del 2023) erano più o meno quelli dei comuni della zona ex-ULSS 30 Rovigo (440).
Se hanno chiuso il Punto Nascite di Trecenta (con Casa Parto, Vasche per il parto in acqua, insieme anche ad una eccellente sede della Procreazione Medicalmente Assistita), perchè non dovrebbero chiudere quello di Adria, visto che nel 2023, c’erano stati solo 309 nati bassopolesani (118 – 27% in meno dei nati nei comuni altopolesani)?
Visto quello che è successo, non riesco a capire come i sindaci dei comuni altopolesani, per un affronto simile, per una chiusura di Punto Nascite più volte premiato anche a livello nazionale, non abbiano chiesto alla procura di Rovigo, se non si era di fronte ad una “Interruzione di Pubblico Servizio”. Loro sono buoni. Non sono cattivi. Avranno magari anche dato il voto massimo al Direttore Generale che chiuse il nostro Punto Nascite?
Prima di riuscire a far ritornare un ospedale completo al San Luca di Trecenta, invitiamo perciò, la popolazione e tutti gli esponenti politici bassopolesani, a fare tutto quanto possibile per impedire la chiusure del Punto Nascite di Adria, l’ospedale PUBBLICO del Bassopolesine.
Brusco Guglielmo – Partito Rifondazione Comunista – Sanità Polesine.



