I dati del censimento ISTAT 2024 hanno confermato la tendenza, ormai consolidata negli anni, che la provincia di Rovigo continua nel progressivo calo demografico e nell’aumento della popolazione anziana; due fenomeni attenuati soltanto dalla presenza degli stranieri.
Al 31/12/2024 i dati ci dicono che i residenti in Polesine erano 227.134 contro i 227.448 del 2023 con un saldo finale negativo di 314 abitanti pari a -0,1%.
Un dato questo estremamente preoccupante che deriva dal fatto che in Polesine il tasso di natalità è del 4,9 per mille, mentre purtroppo è elevato il tasso di mortalità pari al 12,8 per mille, pertanto in provincia di Rovigo nel 2024 si sono registrati 1806 morti in più rispetto ai nati.
Questo quadro demografico conferma l’invecchiamento progressivo della popolazione polesana e la nostra provincia si trova ad essere la più anziana della Regione Veneto con una età media di 49,6 anni e unindice di vecchiaia di 285 anziani ogni 100 giovani sotto i 15 anni.
L’aumento della popolazione anziana, combinato con la diminuzione delle nascite sta provocando in tutti i Comuni del Polesine una forte diminuzione di abitanti e perciò negli ultimi anni in provincia si sono persi circa 7500 abitanti.
In questo contesto la situazione demografica di Trecenta è super preoccupante in quanto se nel 2001 gli abitanti residenti erano 3143 nel 2024 risultavano registrati 2533 con un calo di -610 abitanti in 23 anni; risultato negativo, in parte attutito dalla entrata di cittadini stranieri, ma che comunque deve essere addebitato al centrodestra che dal 1998 ha governato fino ad oggi Trecenta, in primis a Laruccia.
A questo punto le Istituzioni Polesane (Sindaci, Provincia, Parlamentari) per invertire la situazione devono, da subito, compiere scelte per avviare realmente la Zls, per rilanciare progettualità urbanistiche e di viabilità per sviluppare l’incremento delle attività produttive, in particolare quelle artigianali e per incentivare anche la vita commerciale nei centri paesani. Il nuovo sviluppo dell’economia polesana deve essere però fondato su lavoro sicuro e non precario e ciò potrà incentivare a nuove nascite e favorire il rilancio socio-economico del Polesine in particolare per i giovani in cerca di prima occupazione.



