Su APIS RO1, Ecopol e FIR le posizioni politiche non sono state tutte uguali e, soprattutto, non sono nate tutte oggi. I cittadini hanno diritto di conoscere l’intera sequenza dei fatti e di distinguere chi ha mantenuto una posizione coerente da chi l’ha cambiata quando la protesta è diventata politicamente impossibile da ignorare. Edoardo Gaffeo, Civica per Rovigo e Forum dei Cittadini hanno collegato fin dall’inizio i tre casi, promosso assemblee, messo a disposizione documenti e sostenuto le iniziative dei cittadini. Con Paolo Giolo e Dina Merlo hanno accompagnato un percorso dal quale sono nati anche i comitati No Biometano e Il Riccio.
Ma il passaggio che oggi pesa maggiormente sul caso FIR riguarda l’Interporto.
Nel 2024 Confindustria chiese ai candidati sindaco di eliminare l’articolo 23, la norma che poneva limiti agli insediamenti nell’area. Cittadin, Rossini e Frigato aderirono alla richiesta. Gaffeo disse no. Tosini, per il PD, e Conchi si dichiararono disponibili a valutarla dopo un confronto politico, senza poi formalizzare una posizione definitiva.
Il 21 novembre 2024 la Giunta Cittadin avviò il percorso per la modifica dell’articolo 23, dando mandato all’Urbanistica di predisporre la variante. A seguire politicamente la materia era Andrea Bimbatti, allora vicesindaco e assessore all’Urbanistica in quota Forza Italia.
Lo stesso Bimbatti ha poi dichiarato che il 27 novembre 2025, nell’ufficio della sindaca, venne discussa una bozza di convenzione urbanistica relativa a FIR, successivamente trasmessagli il 3 dicembre. Una ricostruzione contestata da Cittadin, che ha confermato l’esistenza della bozza ma ne ha dato una diversa interpretazione. L’istanza formale del progetto FIR risulta inoltrata il 17 dicembre 2025.
La Lega, con l’assessore all’Ambiente Michele Aretusini, continua invece a sostenere che il Comune non abbia il potere di fermare il progetto. Lorenzo Rizzato, già sul caso APIS RO1, aveva impostato il confronto soprattutto sul tema delle compensazioni.
Rossini ha chiesto verifiche e Frigato ne ha denunciato il ritardo, ma entrambi nel 2024 avevano aderito alla richiesta di Confindustria. Anche il PD oggi si dichiara contrario a FIR, dopo essere rimasto più defilato sulla questione dell’articolo 23 e senza avere chiarito fino in fondo la posizione espressa allora da Tosini.
Per questo non basta dire oggi “siamo contrari”. Conta anche ciò che ciascuno ha fatto quando quelle scelte urbanistiche venivano preparate e quando i cittadini chiedevano risposte.



