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COMUNICATO STAMPA CGIL E FIOM VENETO ELECTROLUX, A CERRETO D’ESI LA PROTESTA UNITARIA DI TUTTI GLI STABILIMENTI D’ITALIA

RITIRARE IL PIANO DI CHIUSURA E TAGLI, DIFENDIAMO IL LAVORO E IL FUTURO INDUSTRIALE DEL PAESE

Oggi a Cerreto d’Esi, sono circa 250 metalmeccaniche e metalmeccanici che dal Veneto si sono uniti ai lavoratori e alle lavoratrici dello stabilimento marchigiano e degli altri stabilimenti italiani per dire no alle scellerate decisioni della direzione di Electrolux e per ricordare al governo e all’azienda che i dipendenti di Susegana, (così come tutti i dipendenti diretti e indiretti di Electrolux d’Italia) non sono un costo da tagliare, ma il cuore pulsante di un territorio che chiede solo giustizia, rispetto e un futuro certo. Anche la Fiom-Cgil Veneto e la Cgil Veneto hanno preso parte alla manifestazione nazionale, indetta nell’ambito dello sciopero di 8 ore proclamato da Fim, Fiom e Uilm la settimana scorsa per tutti gli impianti del Gruppo, a seguito dei confronti tenutisi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nei quali Electrolux ha sostanzialmente confermato il proprio piano industriale. Tale piano prevede la chiusura del sito di Cerreto d’Esi, 1.450 esuberi a livello nazionale, il mancato rinnovo di 135 contratti a termine e l’aumento delle cadenze di linea fino a 140 pezzi all’ora, a fronte di una drastica riduzione degli organici a tempo indeterminato già registrata negli ultimi mesi. Per i sindacati è inaccettabile che si chiedano ulteriori sacrifici ai lavoratori, proponendo un piano industriale che scarica interamente su di loro il costo degli obbiettivi aziendali, mentre dall’alto delocalizzano la produzione e, di fatto, si svuota il patrimonio industriale del Paese.

Nel dettaglio, il piano di “distruzione” della multinazionale comprende richieste di flessibilità insostenibili nelle quali l’azienda chiede di superare gli accordi sindacali esistenti sull’organizzazione del lavoro, aumentando i ritmi sulle linee di montaggio (fino a 140 pezzi l’ora) e imponendo un unico turno continuato giornaliero.  Per quanto riguarda gli esuberi a Susegana si parla di 240 esuberi su 745 operai e 180 esuberi su 360 impiegati. In definitiva, si registra un vero e proprio attacco ai diritti e alla sicurezza di migliaia di lavoratrici e lavoratori, visto che per aumentare la competitività aziendale venga vengono ridotti drasticamente i diritti e le tutele, vengono aumentati i ritmi di produzione, compromettendo così la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. In definitiva, nel piano industriale si riscontra una sostanziale mancanza di garanzie per il futuro, a fronte, però, di pesanti richieste con conseguenti sacrifici enormi da parte dei dipendenti, senza alcuna garanzia di certezze industriali e tutele a lungo termine dei volumi produttivi.

“Come CGIL Veneto esprimiamo pieno sostegno alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori di Electrolux e alle richieste delle rappresentanze sindacali contro la scelta scellerata dell’azienda di chiudere uno stabilimento (quello di Ceretto d’Esi in provincia di Ancona) e di ridurre drasticamente gli organici degli altri, come quello di Susegana. La vicenda Electrolux si inserisce in un quadro più ampio di crescente preoccupazione. Da tempo denunciamo l’assenza di una vera politica industriale regionale e nazionale capace di accompagnare le trasformazioni produttive, sostenere gli investimenti, difendere l’occupazione e governare le transizioni ecologica e digitale. Oggi il Veneto si trova ad affrontare contemporaneamente numerose situazioni di crisi, ristrutturazioni e incertezze che coinvolgono settori strategici della manifattura,

 

dell’automotive, della metalmeccanica, della filiera della componentistica, della siderurgia, della moda e dell’occhialeria. Non possiamo limitarci a gestire le emergenze una alla volta: servono scelte industriali, investimenti pubblici e privati, innovazione, formazione e una politica che metta al centro il lavoro di qualità. Le lavoratrici e i lavoratori non possono essere lasciati soli a pagare il prezzo delle incertezze dei mercati e delle scelte delle multinazionali. La mobilitazione di oggi richiama tutti a una responsabilità collettiva. Difendere Electrolux significa difendere competenze, professionalità e capacità produttive costruite in decenni di lavoro.” Sono le parole di Tiziana Basso, segretaria generale della Cgil Veneto a commento della protesta odierna.

Nel corso del presidio, Antonio Silvestri, segretario generale della Fiom del Veneto, ha dichiarato: Nel corso del presidio, Antonio Silvestri, segretario generale della Fiom del Veneto, ha dichiarato: «Siamo qui oggi con 250 lavoratori e lavoratrici dell’Electrolux per dire all’azienda che deve ritirare il piano industriale che ci ha presentato, che in realtà non è un piano industriale, ma un piano di lacrime e sangue che prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e 1450 licenziamenti in una fase in cui, fra l’altro, l’azienda continua a macinare utili, continua ad avere produzione. Inoltre, questo piano non ha un progetto industriale di prospettiva e non ha altre motivazioni se non quella di fare maggiore profitto sulla pelle di lavoratrici e lavoratori. Per cui noi siamo qui per dire con tutta la nostra forza che quel piano dev’essere assolutamente ritirato. Lo stiamo dicendo con forza nelle tante iniziative che abbiamo portato avanti in questi mesi e lo ribadiamo con la protesta unitaria e nazionale di oggi. Non ci fermeremo e chiediamo al governo di intervenire prontamente e seriamente.»

Ha fatto eco la RSU di Susegana, richiamando il valore costituzionale della protesta: «L’unità che vediamo oggi in questa piazza — l’unità tra i lavoratori, il sindacato, le istituzioni territoriali regionali, che scendono in questa lotta per il lavoro — è la forma più alta, autentica e viva di attuazione dell’Articolo 1 della nostra Costituzione! Vorremmo vedere lo Stato e il Governo al nostro fianco in questa lotta, perché, vogliamo ricordare a tutti, che la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro e non sulle speculazioni di borsa, non sui tagli lineari, non sulla disoccupazione programmata, non sulla delocalizzazione e non sullo sfruttamento di chi per vivere deve lavorare! E nemmeno sul profitto di chi non è mai sazio di guadagni e speculazioni a basso costo. Noi vogliamo semplicemente lavorare in salute e sicurezza, senza la minaccia di restare senza lavoro o di finire in cassa integrazione per il bisogno di arricchirsi di una multinazionale.»

Fiom-Cgil Veneto e Cgil Veneto, insieme alle altre sigle sindacali, chiedono il ritiro immediato dei licenziamenti e del piano di dismissione, sollecitando la convocazione urgente di un tavolo ministeriale con le Regioni coinvolte. In applicazione dell’Articolo 41 della Costituzione — che subordina l’iniziativa privata all’utilità sociale e alla dignità umana —, il Governo deve utilizzare ogni leva a disposizione per tutelare l’occupazione e impedire il ridimensionamento dell’industria nazionale.

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