

Lo sport può diventare la strada per riconquistare la propria vita, superare i propri limiti, riscattarsi da un momento buio. Ma occorre un ingrediente fondamentale: il gruppo.
Si può sintetizzare così il vivace dibattito di oggi, sabato 19 settembre, al Cubo universitario di viale Porta Adige, parte di un’intera giornata dal titolo “Campioni: oltre il limite, dentro il gioco”. Promossa da Rhodigium Basket con Zico e Radio Kappa, nell’ambito del progetto “Wannabe Wise”, l’iniziativa è nata per mettere sotto i riflettori lo sport come strada per realizzarsi sul piano umano, prima ancora che agonistico. Il progetto nasce per offrire opportunità a giovani dai 18 ai 29 anni, in particolare a quelli che non studiano, non lavorano o comunque stanno ancora costruendo la propria strada.
Fondamentali le testimonianze, moderate dalla giornalista Micol Andreasi di Radio Kappa. Andrea Borgato, campione di tennistavolo, ha condiviso la sua storia, segnata da un incidente che lo ha costretto in sedia a rotelle. “Inizialmente sembrava che non avrei più potuto fare nulla. Ma ho trovato chi mi ha sostenuto, la mia famiglia, gli amici, i tecnici. Da loro ho percepito un legame più forte dell’amore. E la svolta è stata quando mi sono reso conto di poter parare palline che superavano i limiti del mio corpo”.
La parola chiave è “insieme”, ha sottolineato Andreasi: “È il gruppo che consente di superare i limiti, di trovare sostegno e fiducia”. Le testimonianze sono diventate presto una condivisione di storie anche con il pubblico, composto da molti ragazzi e ragazze con disabilità, coinvolti in attività sportive, in primis il “baskin” portato in città da Rhodigium Basket.
La seconda ospite a dialogare con loro è stata Michela Dal Bianco, campionessa di apnea, che ha subito l’amputazione di una gamba assieme al marito dopo un incidente: “Ascoltare i ragazzi mi ha ricordato cosa mi ha sostenuto, l’importanze del gruppo – ha rimarcato – I momenti di sconforto rimangono, ma sapere che non sono da sola è importante, sapere che ci sono persone che condividono le stesse problematiche mi aiuta a pensare che posso farcela”.
Lo sport, hanno sottolineato entrambi gli ospiti, offre numerose esperienze di apprendimento per la vita in generale. Non solo perché comprende impegno, capacità di affrontare la fatica, dedizione, disciplina. Ma anche perché forma il nostro modo di guardare alla vita.
“Quando giochiamo – dice Borgato – non dobbiamo mai pensare al punto che abbiamo fatto o all’errore del momento, ma solo a ciò che viene dopo, al punto successivo. Si festeggia alla fine”.
“E’ vero e vale anche nella vita – la chiosa di Dal Bianco -. Alla fine della gara anche io mi fermo, mi godo il risultato, ma poi c’è la gara dopo, si torna ad allenarsi”.
Dopo la mattinata di testimonianze, un pranzo insieme per scambiare storie, commenti ed esperienze, seguito nel pomeriggio dalla possibilità di giocare a baskin con gli atleti di Rhodigium Basket sul campo del Cubo universitario.


