E’ insopportabile l’ulteriore riduzione di orario della Biblioteca Comunale e dell’Archivio Storico.
E’ indecoroso ed umiliante vedere in che condizioni l’Amministrazione Comunale ha ridotto la Biblioteca , l’hanno portata alla stregua di una qualsiasi biblioteca di un piccolissimo comune .
Il disappunto è maggiore perchè fino a non molto tempo fa era molto frequentata da utenti e da tanti studenti come luogo di studio oltre che da un gran numero studiosi e ricercatori ora costretti a rivolgersi altrove.
Barbujani ancora una volta ha disatteso la parola data in Consiglio; ad inizio anno aveva garantito che ad aprile sarebbe arrivato nuovo personale e i problemi sarebbero stati risolti, invece è accaduto il contrario, altri dipendenti se ne sono andati.
E’ avvilente sapere che la sistemazione logistica e la strumentazione tecnologica sono notevolmente migliorate in questo ultimo periodo grazie ai finanziamenti del Pnrr e della Fondazione della Cassa di Risparmio.
Suscita malinconia vedere la Biblioteca così depauperata nonostante l’abnegazione dei dipendenti ancora presenti e sapendo dell’enorme impegno profuso a favore nei Vari decenni di questo luogo di cultura e di storia da illustri persone competenti come i professori Bruno Rigobello, Piergiorgio Bassan, Elios Andreini, Antonio Lodo, Lea Voltan Franzoso, Antonio Giolo e su tutti Livio Crepaldi.
E’ motivo di conforto e soddisfazione, comunque, sapere che la Biblioteca Capitolare della Cattedrale è diventata una consolidata realtà ,che in questi giorni saranno inaugurati i nuovi locali della Biblioteca del Conservatorio, messi a disposizione della Fondazione Mecenati , che la Biblioteca dei Ragazzi e quelle di Bottrighe, Baricetta e Cà Emo continuano a funzionare regolarmente , grazie al lavoro al lavoro gratuito dei volontari
Assistiamo purtroppo spesso all’utilizzo di risorse comunali con fini molto discutibili , di sola facciata e propagandistici, Barbujani faccia finalmente una scelta di qualità e di prestigio , ridia la dignità dovuta alla Biblioteca “ Luigi Groto”.



