La fuga dalla sanità pubblica è un dato di fatto, la carenza di personale, a tutti i livelli, si amplifica durante l’estate. E’ una crisi cronica, una mancanza di visione che va cercata nei Governi precedenti, e non è difficile trovare i responsabili. Numero chiuso alla facoltà di Medicina per decenni, assunzioni con il contagocce, chiusura di Ospedali, una crisi che arriva da lontano. La sanità privata offre molto di più, o il pubblico si adegua, o sarà sempre peggio.
Cgil Fp e Uil Fpl segnalano una situazione di grave “criticità presente in Ulss 5. In pieno periodo di ferie estive, gravissima è la carenza di personale che sta mettendo in ginocchio il sistema sanitario polesano. Nei reparti e nei servizi ospedalieri si riscontra una situazione in cui gli operatori socio-sanitari spesso non riescono a garantire condizioni di lavoro sicure. Di conseguenza, un numero crescente di professionisti si rivolge al supporto psicologico per gestire le difficoltà e i carichi di lavoro particolarmente elevati oltre alla difficoltà nel conciliare gli impegni lavorativi con la propria vita personale”.
“Assenza totale di pianificazione e di vision generale – evidenziano Cgil Fp e Uil Fpl – descrivono una situazione preoccupante. Le infinite carenze di organico vengono tamponate in emergenza con l’utilizzo di pressioni psicologiche utili ad obbligare gli stessi lavoratori a rientrare in servizio saltando riposi o giorni di ferie. Turni sfiancanti, orario di lavoro che cambia di giorno in giorno, riposi che saltano, permessi che non vengono concessi! Gli operatori sanitari di questa azienda sono stremati. Operatori sanitari; professionisti per lo più donne. Persone normali con una dignità e bisogni giornalieri e con la necessità di poter vivere il più possibile in serenità la vita al di fuori del lavoro. In queste condizioni invece, il lavoro ce l’hai sempre in testa anche quando sei a casa!
Impensabile dover parlare di disagio lavorativo in sanità “pubblica” ma di fatto è così. persino la sede di servizio sta diventando utopia ed i trasferimenti d’ufficio non sono più emergenziali ma sono diventati di uso comune ma senza l’utilizzo degli ordini di servizio! il servizio trasporti interno del tutto inefficiente perché svuotato di organico con la conseguenza che anche questa attività va a sovraccaricare i reparti già in sofferenza e tutto a scapito dell’assistenza. Aree mediche, geriatriche, ospedale di comunità e medicina fisica riabilitativa le aree in grandissima carenza di organico. Servono subito almeno 50 Oss e 30 Infermieri. Questa amministrazione e la regione Veneto se ne facciano carico. Basta nascondersi dietro al vincolo di spesa. Bisogna investire sul sistema sanitario e sui servizi sociali. Assumere subito.
Non è più emergenza covid ma è emergenza organici. Pronti alla mobilitazione a fianco dei lavoratori e a tutela del sistema sanità Polesano”.



