Approfondimenti Notizie

La scuola non è un tribunale ideologico

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato della FLC CGIL (Federazione Lavoratori della Conoscenza) del Veneto

Le notizie provenienti da diverse realtà del Paese sulla campagna promossa da Azione Studentesca, che invita studentesse e studenti a segnalare docenti accusati di essere “di sinistra”, non possono essere archiviate come una semplice provocazione. Siamo di fronte a un fatto di eccezionale gravità, che colpisce direttamente il mondo della scuola e interroga la tenuta democratica delle nostre istituzioni.

Raccogliere nomi, costruire elenchi, incoraggiare la delazione e l’esposizione pubblica di insegnanti che svolgono il proprio lavoro significa introdurre nella scuola pratiche di intimidazione e controllo ideologico. Meccanismi che evocano pagine buie della nostra storia e che sono radicalmente incompatibili con i principi costituzionali su cui si fonda la Repubblica.

La libertà di insegnamento non è un’opzione né una concessione. EE un principio sancito dalla Costituzione, che garantisce il pluralismo culturale, l’autonomia professionale del personale docente e il diritto degli studenti a ricevere una formazione critica, aperta e consapevole. Mettere sotto accusa gli insegnanti per presunti orientamenti politici significa minare questo equilibrio e trasformare la scuola da luogo di crescita democratica a spazio di sospetto e sorveglianza.

La scuola pubblica non è un luogo in cui si giudicano le persone sulla base delle opinioni attribuite loro, né un terreno di scontro politico permanente. EE, al contrario, uno spazio costituzionale di libertà, confronto e costruzione del pensiero critico.

Quando si alimenta un clima di segnalazione, esposizione pubblica e potenziale intimidazione nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola, non è in gioco soltanto la serenità dei singoli docenti. EE in gioco la sicurezza democratica del Paese.

Come FLC CGIL, riteniamo inaccettabile che la scuola venga trascinata in una logica di “caccia alle streghe”, con il rischio concreto di isolare, colpire e intimidire chi ogni giorno svolge una funzione pubblica essenziale. I docenti non devono essere lasciati soli. Devono sapere che esiste una comunità democratica e sindacale pronta a difenderli.

Difendere la libertà di insegnamento significa difendere la qualità della scuola pubblica. Difendere la scuola pubblica significa difendere la democrazia. Per questo chiediamo una condanna ferma e senza ambiguità di ogni iniziativa che promuova liste di proscrizione, segnalazioni ideologiche e forme di pressione politica dentro le istituzioni scolastiche.

Nella scuola della Repubblica non c’è spazio per pratiche intimidatorie e autoritarie. La scuola deve restare un presidio di libertà e pluralismo.

Condividi