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PNRR e lotta al caporalato, siamo alla bagarre

Il caso dei fondi Pnrr per la lotta al caporalato, a cui la giunta Cittadin ha rinunciato oltre un anno fa, è tornato alla ribalta dopo il servizio mandato in onda  durante il programma “L’aria che tira” su La7, ed ora infuria la polemica sui canali social.

La sindaco Valeria Cittadin, insoddisfatta per il servizio andato in onda, è intervenuta  per spiegare la “sua” verità sulla rinuncia a 1,1 milioni di euro del Pnrr. Al centro ha messo il fatto che i fondi sarebbero da restituire da parte dello Stato (e questo è vero solo in parte) ma soprattutto devono essere spesi per fini utili e non per favorire l’immigrazione clandestina.

A stretto giro la risposta di Edoardo Gaffeo, il Sindaco che aveva proposto il progetto, approvato nel 2022, pochi mesi prima delle elezioni politiche (va sottolineato che il nuovo Governo e il centro destra ha osteggiato questa iniziativa fin da subito, e che i fondi ancora disponibili sono poco più del 10% del monte originale), che in TV ha dichiarato: “Di fatto bastava dire sì, e un’operazione come questa aveva un substrato di natura strategica: l’idea di contribuire a costruire una comunità più coesa e quindi anche più sicura”.

Sull’uso corretto e assennato dei fondi pubblici si discute sempre molto ma ci sarebbe da scrivere dei libri sull’effettivo risultato, spesso contrario: del resto si pensi che si è verificato un dirottamento di circa 70% dei fondi PNRR destinati alla sicurezza delle strade provinciali verso il Ponte sullo Stretto.

Ma forse il tema vero lo sottolinea la FLAI CGIL, il sindacato dei lavoratori agricoli, direttamente coinvolti nella vicenda, che entra nel merito vero della vicenda.

In provincia di Rovigoi Comuni di Rovigo e di Castelguglielmo sono stati gli unici Comuni veneti ad aver presentato progetti sul superamento degli insediamenti abusivi, beneficiari di circa 2 milioni di finanziamenti. “Perché rinunciare alla possibilità di tenere sotto controllo, monitorare e contrastare i fenomeni di sfruttamento lavorativo e di caporalato presenti in Polesine e territori limitrofi? – si chiedono la Flai e la Cgil di Rovigo e del veneto – Il rischio concreto di questa rinuncia potrebbe essere quello di lasciare questi lavoratori stagionali stranieri in balia di sfruttatori senza scrupoli, alimentando l’illegalità”.

La nuova amministrazione di centrodestra, d’altronde “su questo tema ha subito assunto un approccio esclusivamente ideologico, così come del resto fa la maggioranza di governo sul tema migranti, invocando a parole la sicurezza ma favorendo di fatto l’illegalità”.

Il progetto era finalizzato “alla promozione della qualità dei prodotti agricoli della Provincia, alla tutela dei diritti dei lavoratori coinvolti per completarsi con un’opera di riqualificazione urbana di uno stabile presso la frazione di Concadirame, che si sta spopolando sempre di più”, denunciano a Flai e Cgil.

 

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