

Mercoledì 5 novembre, sulla tratta Venezia–Bologna, pendolari, studenti, lavoratori e turisti hanno vissuto l’ennesimo calvario: tre ore di ritardo causate prima da un intervento delle forze dell’ordine, poi da un guasto tecnico, infine da un problema tecnico al primo treno disponibile. Non è un’eccezione: è la regola settimanale su una linea che dovrebbe essere il cuore pulsante della mobilità regionale.
A fronte di questo disservizio cronico, il sistema ferroviario regionale risponde con silenzi e algoritmi. Il nuovo sistema “Tap&Tap”, che promette semplificazione, si rivela invece una trappola per chi dimentica di timbrare: si paga la tariffa massima, senza appello. E chi è abbonato? Nessun rimborso, nessuna tutela. Solo attese, disagi e una beffa quotidiana.
Come candidata per Rifondazione Comunista Pace Salute Lavoro, non posso accettare che questa realtà venga ignorata. Anche se non cambierò da sola il sistema, almeno due voci le alzerò: la mia, e quella di chi ogni giorno subisce in silenzio. Perché nessun politico ne parla, ma tutti noi ne viviamo le conseguenze.
Chiedo trasparenza, risarcimenti automatici per gli abbonati, e un monitoraggio reale dei ritardi. Chiedo rispetto per chi viaggia, lavora, studia. Chiedo che la mobilità pubblica torni a essere un diritto, non una roulette.
Luisa Cestari
Candidata nel collegio di Rovigo Rifondazione Comunista.


