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SULLE TRACCE DI GIACOMO MATTEOTTI

Il viaggio organizzato dall’amministrazione comunale di Fratta Polesine a Riano e Roma per i giorni 18 e 19 Maggio ha visto la presenza di quaranta cittadini polesani che hanno portato un convinto, commosso omaggio alla figura di Giacomo Matteotti nei due luoghi simbolo della sua tragica morte.

Una rappresentanza importante della sua terra natale composta dall’intera giunta del comune di Fratta Polesine, sindaco Tasso Giuseppe, vicesindaco Alessandro Baldo e assessore Cinzia Mantovani assieme ad altri cittadini, dal sindaco di Trecenta Anna Gotti, paese dove scelse di esercitare la professione di medico Nicola Badaloni, nativo di Recanati, senatore e sicuro ispiratore del pensiero e dell’ attività politica di Matteotti.

Hanno partecipato al viaggio rappresentanti di associazioni accompagnati da cittadini  completando la testimonianza di una terra che tanto influì sul pensiero e soprattutto sulla sua azione politica. Ringraziamo il sindaco di Riano,Luca Abbruzzetti che ci ha accolto nel suo comune e poi accompagnato al monumento sorto a ricordo del luogo del ritrovamento dei resti di Giacomo Matteotti. Grazie alla sua amministrazione per la condivisione del nostro  ricordo  e per le tante attività promosse per il centenario.

Altrettanto intensi i momenti della mattina di domenica 19 Maggio  con la visita alla residenza romana di Giacomo Matteotti in via Giuseppe Pisanelli, dalla quale uscì il 10 giugno per essere poi rapito sul lungotevere in via Arnaldo da Brescia. Ci ha accompagnato nel percorso la nipote Elena Matteotti.

Davanti al monumento ci accolto il comune di Roma nella figura dell’ Assessore alla Cultura Miguel Gotor. È stata deposta una corona e hanno completato la cerimonia gli  interventi del sindaco di Fratta Polesine,del sindaco di Trecenta, della nipote Elena Matteotti, del presidente del Circolo Culturale Saragat – Matteotti Roma Vincenzo Pirillo , con le conclusioni dell’ Assessore alla Cultura del Comune di Roma Miguel Gotor.

È stato ribadito il no ad ogni forma di violenza politica, allo squadrismo uccisore della democrazia basata sulla libertà del confronto e sul rispetto dell’ altrui pensiero,ma soprattutto no al fascismo che ha tolto nella maniera più drammatica la parola e la vita a un’ uomo che aveva dedicato da lungo tempo la sua esistenza alla difesa dei più deboli ,alla crescita economica e sociale basata sui diritti umani e civili, all’ Italia che lui vedeva protagonista in Europa non con la guerra ma con lo sviluppo libero civile e democratico.

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