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Al cinema Duomo arrivano “No other land” e una rassegna sulla Palestina

La vittoria agli Oscar di “No other land” ha riportato sotto i riflettori il ruolo importante dei registi israeliani e palestinesi nel raccontare la violenza estremista che insanguina il medio Oriente. Ora l’atteso film arriva al cinema Duomo di Rovigo, nell’ambito di una rassegna che porta in sala non solo tre pellicole sulla questione palestinese, ma anche ospiti prestigiosi, capaci di raccontare con efficacia una catastrofe che da ottanta anni sembra non finire.
Primo appuntamento martedì 8 aprile, alle 20.30 proprio con “No Other Land” di Yuval Abraham, Basel Adra, Hamdan Ballal e Rachel Szor, documentario premiato in decine di festival, sull’amicizia tra l’attivista palestinese Basel e il giornalista israeliano Yuval. Ma soprattutto una toccante denuncia di quanto accade in Cisgiordania, dove gli abitanti subiscono gli espropri di terre e la violenza da parte di esercito e coloni israeliani, senza avere un altro luogo in cui andare a vivere. E’ simbolico il caso eclatante di Hamdan Ballal, co-regista del film, aggredito nel suo villaggio da coloni, lasciati fuggire impunemente, e anzi arrestato e violentemente picchiato dall’esercito israeliano. A contestualizzare il film gli interventi di attivisti di Mediterranea e di Operazione Colomba nei Territori occupati.
Giovedì 17 aprile, sempre alle 20.30, il film è invece “Innocence” di Guy Davidi. Questa volta ci porta in Israele, in un viaggio nella cultura militarista sempre più estrema, che sta sacrificando il destino dei giovani del paese. Le storie vere di giovani soldati mostrano l’impatto devastante dell’arruolamento obbligatorio, dell’esperienza dell’esercito e in generale da una società militarizzata e perennemente in guerra. Ad arricchire la serata, l’intervento di Alae Al Said, scrittrice e attivista palestinese, autrice dei romanzi “Sabun” (Zambon Editore) e “Il ragazzo con la kefiah arancione” (Ponte alle Grazie Editore). Con lei un operatore di Operazione Colomba in Cisgiordania.
A conclude la rassegna, martedì 22 aprile, l’opera collettiva “From ground zero”. Realizzati nel 2024, nel pieno della distruzione della Striscia di Gaza da parte dell’esercito israeliano, sono una ventina di brevi documentari tra i tre e i sei minuti realizzati da giovani registi di Gaza che fanno parte della scuola di cinema del regista Rashid Masharawi. Una testimonianza della crudeltà della guerra, ma anche della forza della speranza, capace di sopravvivere alla disumanità. In questa occasione interviene Christian Elia, giornalista specializzato nei temi dei conflitti e dei diritti, autore con Francesca Albanese del saggio “J’accuse. Gli attacchi del 7 ottobre, Hamas, il terrorismo, Israele, l’apartheid in Palestina e la guerra” (Fuoriscena). Al suo fianco, un’attivista di Mediterranea With Palestine.
La locandina dell’iniziativa è particolarmente preziosa: per la prima volta è stata illustrata appositamente da una giovane rodigina, la cui famiglia è di origini palestinesi. L’immagine evoca la storia di un popolo condannato a perdere la propria terra, ma che non ha mai abbandonato il ricordo delle proprie radici e il desiderio di ritornare alle case da cui è stato scacciato.
Tutte le sere in sala sarà presente il banchetto di Mediterranea con il merchandising e la raccolta di donazioni per il progetto Mediterranea with Palestine. Per informazioni e biglietti, visitare il sito www.cinemaduomo.it
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