Esiste un luogo nel cuore del Delta del Po dove la realtà sfuma nella leggenda e dove la letteratura e il cinema hanno saputo rendere immortale l’anima del fiume: quel luogo è Scano Boa.
Cibotto vi ambientò uno dei suoi romanzi più famosi. Da quella storia il regista Renato Dall’Ara trasse un popolare film. Nella lavorazione del film debuttò un genio degli effetti speciali, Carlo Rambaldi, allora poco più che ragazzo, che iniziava una carriera che lo avrebbe portato agli Oscar.
Domenica 29 marzo, alle 17.00 in Sala Arazzi del Roncale, quella “epopea” rivivrà in un incontro davvero interessante, un viaggio affascinante, tra ricordi e archivi, per riscoprire come un lembo di terra tra le acque sia diventato poesia, immagine e sogno.
Ma sarà anche l’occasione per approfondire la genesi del libro e del film, per rivivere i momenti della sua produzione, per mettere in luce le figure dei tre protagonisti: Cibotto, innanzitutto, e con lui Dall’Ara e Rambaldi.
Sarà Giuseppe Lombardi, Presidente della Fondazione Carlo Rambaldi, a condurre il pubblico alla scoperta degli esordi del tre volte Premio Oscar: dagli storioni elettromeccanici creati per il film Scano Boa fino alla genesi del capolavoro E.T. l’extra-terrestre.
Silvia Nonnato, studiosa e docente di cinema curatrice dell’Archivio “L’Immagine in Movimento” di Adria, svelerà aneddoti, coincidenze e memorie inedite che intrecciano le vite e le opere di Cibotto, Dall’Ara e Rambaldi, figure indissolubilmente legate dall’orizzonte del Delta del Po.
Infine, Dario Stefanoni, studioso di cinema e massimo esperto della filmografia di Renato Dall’Ara, presenterà i risultati delle sue ricerche sui “film perduti” e sulla produzione documentaristica del regista rodigino, restituendo valore a un’eredità visiva fondamentale.
Ingresso libero sino ad esaurimento dei posti disponibili.
Info: Palazzo Roncale www.palazzoroncale.com
segreteria@palazzoroncale.com



