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Bianchini: Il lavoro precario obbliga alla poverta’

Le affermazioni del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla situazione positiva dello stato sociale dei lavoratori italiani, non corrispondono alla realtà delle cose, in quanto la precarietà del lavoro, sempre più povero, rischia di ipotecare il futuro dei nostri giovani.

Chi vive di contratti frammentati e redditi bassi è costretto a tagliare le spese e prima di tutte quelle per l’istruzione e lo sport e questa rinuncia forzata svantaggia in primis i figli più giovani.

Dal rapporto fatto IREF-ACLI su un campione di 4 milioni di dichiarazioni dei redditi, emerge che siamo in “Una Italia stabilmente fragile”, in quanto il 38% delle famiglie con almeno un lavoratore a reddito non dichiara alcuna spesa per istruzione, asili nido, sport e ciò è il principale rischio per l’aumento delle disuguaglianze sociali che sono alimentate anche dalla precarietà contrattuale che agisce in modo indipendente dal livello di reddito individuale. 

Oggi per tanti italiani, troppi, il lavoro non è più lo strumento per costruire il futuro della propria famiglia, ma lo spazio di sopravvivenza che rischia di soffocare le legittime ambizioni future dei figli e in generale dei giovani.

Pertanto il comportamento al risparmio delle famiglie è una scelta forzata perché quando il reddito netto mensile oscilla fra i 900 euro e i 1150 euro, ogni euro sottratto  alla “sussistenza” diventa un forte rischio e allora prima si mangia e poi si pensa allo sport, alle attività ludiche e al divertimento.

E’ chiaro che gli effetti di questa situazione molto frammentata sono da una parte le rinunce per tirare avanti e dall’altra un aumento della povertà ed il rischio finale è la cristallizzazione delle disuguaglianze sociali.

Di fronte a tutto ciò servono politiche strutturali sul lavoro, non sulla precarietà come eccezione da gestire, ma sulla dignità del lavoro come regola da costruire. Occorre tenere presente che le priorità di uno Stato si misurano da come si decide di stanziare le risorse economiche e oggi il Governo Centrale deve capire che le priorità da affrontare per la nostra Italia, per poter affrontare le esigenze di base, sono i bisogni  quotidiani delle famiglie e dei lavoratori.

Gilberto Bianchini

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