Tuttavia, il nodo politico della questione è un altro: quale interesse generale viene perseguito da questa scelta? Il risultato concreto sarà infatti la realizzazione di un ulteriore supermercato. Una domanda sorge spontanea: Adria ha davvero bisogno di un altro supermercato?
Si tratta di una decisione che comporta costi ambientali ed economici tutt’altro che trascurabili. Verrà sacrificata un’importante area non coperta da costruzioni e piazzali impermeabilizzando così una significativa porzione di suolo in una zona già fortemente urbanizzata, a ridosso dell’area del Porto, caratterizzata da un’elevata presenza di cemento e da fenomeni sempre più evidenti di isola di calore.
Non meno preoccupante è stato il confronto su mozioni e interrogazioni. Di fronte a questioni rilevanti per la comunità, le risposte della maggioranza si sono spesso limitate a semplici “sì” o “no”, senza alcun approfondimento o disponibilità al confronto.
Un atteggiamento che impoverisce il dibattito istituzionale e che rappresenta un segnale di progressiva chiusura sotto il profilo democratico. Il Consiglio Comunale dovrebbe essere il luogo del confronto, della trasparenza e della discussione pubblica, non uno spazio in cui le domande vengono liquidate con risposte frettolose e insufficienti.


