In questa torrida estate, che speriamo stia per finire, sono venuti a galla i maggiori problemi che assediano le nostre città e il tessuto economico. Abbiamo toccato con mano come una volta che i gli eventi climatici estremi come siccità e alte temperature prendono il sopravvento, diventa di difficile controllo la vivibilità negli ambienti, la città si spopola, le attività economiche all’aperto sono a rischio, l’agricoltura va in crisi completa non riuscendo più a sostenere le produzioni nei campi. La prima sensazione è di impotenza, ma molte città e territori hanno sperimentato iniziative per supportare anziani, fragili e cercando di offrire rifugi climatici, aree di riparo e ombreggiamento, servizi ai cittadini, adattamento in campo economico.
Sarà necessario aprire un confronto su come la città e le sue attività economiche intendono affrontare per il futuro questa crisi climatica, che se non poniamo qualche rimedio di lunga durata, rischia di ripresentarsi ogni anno con sempre maggiore intensità.
A fronte di tutto questo la discussione a Rovigo in questa estate viene alimentata e istigata dalla nostra Sindaca sui temi della sicurezza, con una narrazione che associa l’insicurezza sociale allo straniero, facendo leva sulle paure delle persone, ma in realtà spostando l’ottica e l’attenzione dai temi di insicurezza sociale ed economica, aggravata dalle guerre in atto e dagli aumenti dei prezzi che incombono su tutti noi se la questione di dello stretto di Hormuz non verrà risolta in fretta.
Si tratta di una strategia politica messa in atto da Cittadin, da un lato per rincorrere Vannacci nello spararle sempre più grosse per conquistare l’attenzione mediatica e costringere a parlare di sé, dall’altro per nascondere la situazione politica comunale, immobile nella amministrazione e che continua a presentare fratture profonde nella coalizione che non consentono neppure di completare il quadro delle nomine politiche.
A Rovigo la realtà invece è che i giovani se ne vanno, la città è vuota; appena fuori dalle piazze buche e degrado; il commercio è sempre più in sofferenza; nessun piano del verde, anzi, si tagliano alberi e quelli che si piantano non hanno manutenzione; auto parcheggiate ovunque e sempre meno controlli; lavori pubblici fondamentali che restano al palo (ma via Forlanini non doveva riaprire???) Nessuna visione o progetto per crescere, se non impianti inquinanti calati dall’alto a degradare ancora di più la qualità dell’aria e il tessuto economico di un territorio già fragile.
In compenso Cittadin rilascia dichiarazioni in cui si vanta di avere indebolito il sistema di accoglienza e ridotto le presenze di stranieri. Il paradosso è però che nonostante non siamo di fronte a nessuna emergenza e le Forze dell’Ordine dichiarino che Rovigo è una città mediamente tranquilla, la sindaca ha scelto di AUMENTARE LA SPESA PUBBLICA, proprio in un momento di crisi per le famiglie. Cittadin ha rinunciato ai fondi nazionali per l’accoglienza, ha rinunciato ai fondi PNRR destinati a ristrutturare un edificio comunale da destinare a casa di accoglienza per chi lavora in agricoltura a Concadirame (non Granzette, Sindaca…!!!). Nonostante abbia segnalato minori presenze in città ha deciso di prolungare i turni serali della polizia locale con costi aggiuntivi e introdotto un’unità cinofila, che richiede addestramento, mezzi, manutenzione, veterinario, assicurazioni. Risultato? Meno presenze di stranieri dichiarata, ma contestualmente più costi, si taglia il welfare e qualsiasi strumento di prevenzione e si finanzia l’ordine pubblico, quasi fossimo in uno stato di polizia. La domanda è inevitabile: se hai ridotto le presenze, perché hai aumentato i costi di controllo? In realtà tutto questo lo PAGANO I CITTADINI!!
Torniamo coi piedi per terra: negli ultimi anni, a Rovigo non c’è stata un’emergenza criminalità, lo dicono i dati ufficiali. La nostra provincia è tra le più tranquille del Veneto, con reati molto più bassi rispetto ad altre della regione. La sfida è costruire politiche che tengano insieme prevenzione sociale, lavoro regolare e controllo mirato sulle zone a rsichio, senza alimentare paure che non corrispondono alla realtà. Il senso di insicurezza – volutamente amplificato – non nasce dai numeri, ma da come il tema viene raccontato. E la conclusione più ovvia è che l’obiettivo della sindaca è strumentalizzare questo tema della sicurezza in previsione delle prossime elezioni politiche, alle quali forse è personalmente interessata, e che saranno sicuramente giocate sui temi della sicurezza, tralasciando i profondi cambiamenti che ci attendono e occultando i problemi economici causati da scelte incaute di governanti irresponsabili.
Dina Merlo
Consigliera comunale



