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No FIR: Eravamo in 10 il 26 giugno, 200 il 27 agosto, in 500 ieri. Ci moltiplicheremo

Di seguito pubblichiamo il comunicato del Comitato NO FIR dopo l’assemblea pubblica di martedì 1 settembre.

Dalla serata sono, a nostro avviso, emerse diverse criticità che riteniamo importante sottolineare.

È chiaro che la popolazione ha necessità di esprimere le proprie paure: stiamo parlando della salute di tutti ed è importante che anche i mezzi di informazione diano voce ai dubbi e a ciò che, secondo noi, è rimasto poco chiaro anche ieri sera.

La moderazione di Alberto Garbellini, direttore de La Voce di Rovigo, non ha favorito il dialogo: è stato dato uno spazio molto importante alla presentazione del progetto da parte di FIR e pochissimo spazio al pubblico.

Le uniche due domande che, come Comitato, siamo riusciti a fare non hanno avuto risposta: quali sono le aziende che forniranno le materie prime, di che tipo saranno e da dove arriveranno? E quale sarà il vantaggio per la cittadinanza?

L’incontro non era stato chiesto per una seconda presentazione del progetto, ma per poter chiedere chiarimenti e confrontarsi con il Sindaco.

Sia FIR sia il Sindaco hanno fatto pesare alla cittadinanza la loro partecipazione, come se le nostre preoccupazioni fossero superflue, come se la salute dei cittadini non avesse alcun valore.

Ripetiamo: non volevamo una seconda presentazione, che FIR si è prodigata a fornirci, ma un confronto.

FIR ha anche più volte ribadito che il progetto è pubblicato e che ognuno di noi può andare a leggerlo. Noi lo abbiamo fatto e ieri sera, tra le altre cose, è emersa quella che riteniamo essere la superficialità con la quale lo stesso è stato scritto.

FIR scrive, intanto, che nell’area non sono previste installazioni che possano dare luogo a impatti cumulati significativi. Un’affermazione che, a nostro avviso, non corrisponde al vero, visto l’insediamento di ben due acciaierie e di altri insediamenti impattanti.

Naturalmente è stato chiesto di correggere questa affermazione, che però ci indica, secondo noi, la precisione con la quale questa VIA è stata preparata.

FIR scrive ancora che le materie prime arriveranno da Oriente via container, con la ricerca di possibili soluzioni per farli giungere al porto di Marghera.

Alla nostra domanda, però, i rappresentanti di FIR sono rimasti molto sorpresi nell’apprendere questa notizia, della quale, a loro dire, non avevano idea fosse contenuta nel progetto. Un refuso non di poco conto.

Ancora, nel progetto FIR sostiene che «tutto il materiale rifondibile può essere reimmesso nel forno, compresi rifiuti in lana minerale derivanti da costruzioni e demolizioni».

È stato necessario, da parte nostra, mostrare dove tale informazione fosse specificata e dove noi cittadini siamo riusciti a leggerla in completa autonomia.

Anche questo, secondo FIR, sarebbe un refuso.

Un refuso incredibile, che cambia completamente la tipologia delle materie prime utilizzate.

Ci lasciano basiti queste informazioni, così come gli errori e la poca precisione. Questo è il rispetto per noi cittadini e per la nostra salute?

Come possiamo fidarci di una ditta che non sa nemmeno cosa è scritto nella VIA che ha presentato?

Il sig. Barbin, ex presidente di Confindustria Rovigo e oggi consulente FIR, ha affermato di aver incontrato la ditta circa un anno e mezzo fa e di aver valutato per mesi il progetto da loro proposto, contraddicendosi con quanto aveva affermato il 26 giugno, quando aveva entusiasticamente riferito di aver sposato il progetto in sole 48 ore.

Delle due, una.

Quello che ci chiediamo è per quale motivo, dopo questa attenta analisi, il sig. Barbin abbia ritenuto ideale per Rovigo e per la cittadinanza un progetto annoverato tra gli insalubri e con emissioni certe di formaldeide. Se questa è la sua idea di sviluppo della città, è una questione sulla quale riteniamo sia doveroso interrogarsi.

Vogliamo riportare anche le parole di uno dei consulenti con i quali stiamo lavorando per la valutazione del progetto, il dott. Edoardo Bai, che ci ha specificato:

«Per vostra conoscenza, la formaldeide è cancerogena e ha un limite molto basso».

La formaldeide è una sostanza pericolosa e l’esposizione deve essere mantenuta entro limiti molto bassi. Nel 2004 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato la formaldeide come cancerogena per l’uomo (gruppo 1), con conseguenze importanti sull’apparato respiratorio.

FIR specifica nel suo progetto che emissioni di formaldeide ci saranno certamente e ne affida le stime quantitative a un software, che ci viene detto essere la prassi.

Al momento, però, tali stime non sono verificabili nella pratica, perché l’impianto è al primo insediamento e non è quindi possibile valutarne concretamente il comportamento.

Alla luce della precisione che FIR ha dimostrato, secondo noi, nel formulare il progetto, temiamo fortemente che anche queste stime possano essere poco accurate e che non siano state effettuate con le dovute attenzioni.

FIR ha già dimostrato, a nostro avviso, di essere poco attendibile.

Ci teniamo anche a precisare che lo studio che FIR sta facendo a Ca’ Foscari prevede sì di eliminare la formaldeide, ma prevede anche, e citiamo testualmente, «l’utilizzo di almeno il 90% di materia prima proveniente da scarti di lavorazione di altiforni, aggregati di acciaierie, scarti di lavorazione del basalto, scarti di lavorazione di piastrelle di ceramica, rottami di vetro non riciclabili, ecc.» (in un elenco non esaustivo).

Non abbiamo avuto modo, inoltre, di smentire alcune affermazioni di FIR, come quella secondo cui l’impianto di combustione sarà completamente elettrico. Questo non è vero: quattro dei cinque forni saranno alimentati a metano.

Abbiamo voluto anche sottolineare che questi 90 posti di lavoro non sono pensati per i nostri figli, perché nessuno di noi manderà suo figlio a lavorare alla FIR.

Il Sindaco, da parte sua, non ha avuto, secondo noi, un atteggiamento accogliente nei confronti della cittadinanza. Lo abbiamo trovato molto poco empatico verso le nostre paure e verso il terrore delle madri per il futuro dei propri figli.

Ci saremmo aspettati un approccio di partecipazione e di comprensione, un venirsi incontro per vedere come sistemare le cose, non un rimbalzo alla Provincia e ai tecnici, come se la questione non riguardasse direttamente il Comune.

Stiamo parlando di salute e di possibili rischi per la popolazione, e riteniamo che la responsabilità del Sindaco sia anche quella di tutelare la salute dei cittadini.

Il Sindaco Cittadin non è preoccupato per la propria salute e per quella delle persone a lei care? Non è preoccupata di passare alla storia come il Sindaco che ha portato a Rovigo la formaldeide e il cancro?

Il Comitato NO FIR non ci sta a essere trattato in questa maniera.

Siamo cittadini. Abbiamo diritto alla salute. Abbiamo diritto a una visione più lungimirante per le nostre vite e per il futuro della nostra città.

Ci sarebbe bastato essere ascoltati e avere risposte alle nostre domande.

Ora le risposte andremo a cercarle da qualche altra parte e saremo noi a rispondere all’Amministrazione comunale, a FIR e a chi si permette di scegliere i progetti da portare a Rovigo in modo così poco lungimirante.

Eravamo in 10 all’incontro del 26 giugno, in 200 il 27 agosto e in 500 ieri sera.

Ci moltiplicheremo sempre di più.

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