Il Comitato NO FIR Rovigo esprime grave preoccupazione per il mancato riscontro al documento votato all’unanimità dal Consiglio Comunale il 2 ottobre 2026. A fronte di impegni politici chiari, non è seguito alcun atto concreto e il tempo a disposizione è sempre più ristretto.
Chiediamo con urgenza al Comune la classificazione di insalubrità e l’individuazione dell’ente cui affidare una perizia indipendente. Sollecitiamo inoltre ASL e ARPAV a svolgere un’istruttoria approfondita sugli impatti ambientali e sanitari del progetto, con particolare attenzione alla popolazione scolastica e agli effetti cumulativi dell’area, come previsto dall’art. 23 delle Norme Tecniche del Piano Particolareggiato.
Il silenzio dell’Amministrazione rischia di trasformare il dissenso politico espresso contro l’impianto in una sostanziale accettazione del progetto, priva di conseguenze concrete.
A destare ulteriore allarme è la revisione della macrostruttura comunale, approvata il 7 ottobre, con il cambio al vertice dell’Urbanistica e la sostituzione del Dirigente, proprio alla vigilia della fase decisiva del PAUR su FIR.
Perché riorganizzare proprio ora il settore urbanistico, in un momento così delicato per il futuro dell’impianto FIR? È una domanda alla quale l’Amministrazione deve dare una risposta chiara. Per il Comitato, l’assenza di iniziative concrete e una scelta organizzativa tanto tempestiva quanto delicata alimentano il timore che il dissenso formalmente espresso non si traduca in un’opposizione effettiva al progetto.
Il Comitato teme che questa scelta possa indebolire la posizione del Comune in Conferenza dei servizi, ultimo passaggio autorizzativo nel quale l’Amministrazione può ancora far valere le proprie ragioni. Il Dirigente, Ingegner Scalabrin, ha infatti svolto un ruolo rilevante attraverso le Osservazioni del 16 luglio e le Richieste di integrazioni del 7 agosto, contenenti rilievi puntuali su un progetto particolarmente complesso.
Infatti, l’Ufficio Urbanistica ha evidenziato questioni importanti per la corretta pianificazione del territorio, la tutela degli interessi economici del Comune, la sicurezza idraulica dell’area e le condizioni igienico-sanitarie degli ambienti di lavoro.
Le osservazioni riguardano aspetti che devono essere chiariti e verificati prima di poter considerare il progetto adeguatamente definito. Tra queste si rilevano:
- Stop a future edificazioni non definite. FIR chiede ulteriore capacità edificatoria da utilizzare eventualmente in futuro. Occorre evitare che siano possibili ampliamenti non compresi nel progetto valutato. È in gioco la certezza di ciò che verrà realizzato e il controllo sulle trasformazioni future del territorio.
- Rispetto della vocazione interportuale. Il progetto non dimostra adeguatamente come contribuirà al sistema ferro-acqua-gomma previsto dal PAT. L’interesse pubblico è garantire che il nuovo insediamento sia coerente con la pianificazione e con la funzione strategica dell’area.
- Tutela delle risorse comunali. Il calcolo del contributo straordinario dovuto per il maggior valore generato dalla variante urbanistica deve essere verificato, senza assumere automaticamente come valore iniziale il prezzo pagato per i terreni. È necessario tutelare il patrimonio pubblico e assicurare che al Comune spettino le somme previste dalla legge.
- Sicurezza idraulica. L’area ricade in una zona a pericolosità idraulica media P2, con tiranti d’acqua superiori a 2 metri, e comprende porzioni classificate a rischio medio R2. La sicurezza del territorio, delle persone e delle strutture richiede verifiche rigorose e il pieno rispetto delle norme applicabili.
- Salute e sicurezza dei lavoratori. Gli uffici chiedono dati certi sul numero degli addetti, sui turni e sulle presenze, per verificare l’adeguatezza degli ambienti di lavoro. La tutela delle persone richiede spazi sicuri, salubri, accessibili e conformi ai requisiti igienico-sanitari.
Sono rilievi che riguardano il futuro del territorio, la sicurezza, la salute e le risorse della collettività. Il Comitato NO FIR chiede che ciascuna criticità riceva risposte documentate e verifiche approfondite nella Conferenza dei servizi, prima di qualsiasi decisione definitiva sul progetto.
Ciò che temiamo è che lo spostamento del Dirigente Scalabrin comporti un rischio di indebolimento dei controlli, ci saremmo sentiti più tutelati con garanzie sulla continuità dell’istruttoria, sulla tracciabilità delle osservazioni e sulle risposte degli enti.
La richiesta fondamentale è semplice: nessuna osservazione tecnica rilevante deve essere ignorata, archiviata senza risposta o considerata superata senza adeguate motivazioni documentate.
Ricordiamo l’importante appuntamento in Piazza Vittorio Emanuele sabato 17 ottobre alle ore 10.30. Chiediamo ai cittadini una grande partecipazione per fare sentire la nostra voce, perché le amministrazioni ascoltino le nostre richieste senza indugi e in modo tempestivo sostengano il territorio di Rovigo.
Alla nostra richiesta di poter consegnare un messaggio, il Prefetto Dott.ssa Franca Tancredi, si è resa disponibile a riceverci in data 16 ottobre ore 12.
Al Presidente della Provincia Avv. Enrico Ferrarese sarà consegnato un messaggio in chiusura della manifestazione.
Comitato NO FIR Rovigo
Elena Cabria
Ufficio Stampa
3280207862



