Riceviamo e pubblichiamo un intervento del consigliere comunale di Rovigo Antonio Rossini
In merito alla vicenda dell’impianto per la produzione di lana di roccia FIR srl a Borsea e alle recenti polemiche sollevate dal Comitato No FIR nei confronti dell’Amministrazione Comunale, esprimiamo una posizione chiara.
Riteniamo fondamentale e imprescindibile che sul progetto FIR venga esercitato un controllo “severo, imparziale e tecnicamente ineccepibile”.
La documentazione agli atti – SIA, integrazioni VIA/AIA, Piano di Emergenza Ambientale, stima delle emissioni di formaldeide, fenoli, ammoniaca e polveri sottili – presenta aspetti che meritano approfondimenti. Lo stesso Studio di Impatto Ambientale depositato dal proponente evidenzia per il Comune di Rovigo eccessi di mortalità per patologie respiratorie e cardiovascolari rispetto alla media regionale. In un contesto già fragile è legittimo chiedere, come già deciso dal Sindaco e dai consiglieri comunali, una indipendente Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) dedicata e una verifica puntuale dei piani di gestione del rischio in caso di guasto all’ossidatore termico.
Su questo il lavoro di controllo e di stimolo è prezioso e va sostenuto.
Altro è però trasformare un comitato civico in un soggetto che entra nel merito dell’organizzazione interna del Comune, che formula giudizi preventivi e pregiudizievoli sull’operato dell’Assessorato all’Urbanistica a seguito del recente riassetto di Giunta, e che lamenta l’assenza di “atti concreti”; il Comune è attivo sugli impegni assunti in Consiglio comunale a tutela dei cittadini e delle procedure di VIA e AIA incardinate presso gli Enti competenti e in sede di Conferenza dei Servizi.
Un comitato nasce per tutelare salute e territorio, non per fare valutazioni politichesull’Amministrazione o per fare allarmismi sulle intenzioni. Quando si passa dalla verifica tecnica all’ingerenza politica mascherata, si perde credibilità e si divide la comunità che invece, su temi così sensibili, dovrebbe restare unita, la salvaguardia della salute pubblica è un dovere per un diritto di tutti che non ha colori.
Rivolgiamo quindi un invito alla chiarezza: stiano lontani dal comitato tutti coloro che si camuffano da semplici cittadini per agire come braccio operativo di idee politiche e di politici, di qualsiasi parte. La strumentalizzazione politica non aiuta Borsea e non aiuta Rovigo.
Chiediamo a tutti gli attori – Comitato, Comune, Provincia e Regione – di restare ciascuno nel proprio ruolo: ai tecnici e agli Enti preposti il compito di verificare carte, emissioni e compatibilità urbanistica; alla politica il compito di assumersi le responsabilità con atti formali nelle sedi competenti; ai cittadini quello di vigilare senza diventare strumento di altri.
Controllo rigoroso sì. Strumentalizzazione politica no.
Antonio Rossini capogruppo Noi per Rovigo



