Il Comitato No FIR Rovigo ha incontrato venerdì 16 ottobre, alle ore 12, presso la Prefettura di Rovigo, il Prefetto Franca Tancredi, per portare alla sua attenzione le forti preoccupazioni della cittadinanza in merito al progetto di realizzazione di un impianto per la produzione di lana di roccia in località San Sisto-Borsea.
Nel corso dell’incontro, il Comitato ha illustrato le principali criticità che accompagnano questa vicenda, a partire dai potenziali rischi ambientali e sanitari connessi alle emissioni dell’impianto, anche in considerazione della vicinanza a centri abitati e scuole primarie.
Particolare attenzione è stata dedicata all’analisi dei dati emissivi elaborata da ISDE Associazione Italiana Medici per l’Ambiente, sezione di Padova, che evidenzia elementi meritevoli di approfondimento, e ai rilievi formulati da ARPAV in relazione alle caratteristiche di alcune sostanze impiegate nel processo produttivo. Preoccupa inoltre il fatto che la Provincia abbia già decretato l’insalubrità dell’attività.
Il Comitato ha espresso anche le proprie perplessità sulla gestione amministrativa della vicenda, richiamando gli impegni assunti dall’Amministrazione comunale che, secondo quanto rilevato dal Comitato, non hanno ancora trovato un adeguato riscontro concreto. A destare interrogativi è anche la riorganizzazione del settore urbanistico in una fase particolarmente delicata dell’iter progettuale, dopo che gli uffici avevano sollevato osservazioni significative sulla pianificazione, sulla sicurezza idraulica e sulla tutela dell’interesse pubblico.
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la pubblicazione tardiva di parte della documentazione progettuale da parte della Provincia. Solo a seguito di un’istanza di accesso agli atti presentata il 10 settembre, per mandato di Medicina Democratica, e dei successivi solleciti, è stato possibile ottenere la pubblicazione di ulteriore documentazione, avvenuta dopo il 26 settembre. Una circostanza che solleva interrogativi sulla possibilità per cittadini e associazioni di partecipare pienamente al procedimento, considerato che il termine per presentare osservazioni era fissato al 16 luglio.
Il Comitato ha inoltre rappresentato al Prefetto la crescente preoccupazione per il modello di sviluppo del territorio, che negli ultimi anni ha visto susseguirsi progetti percepiti dai residenti come fortemente impattanti, dal Biometano di Sarzano a Ecopol in via Amendola, fino al progetto FIR.
«Ci siamo rivolti al Prefetto perché riteniamo che la salute pubblica, la tutela dell’ambiente e la trasparenza delle procedure siano questioni che riguardano l’intera comunità e meritino la massima attenzione istituzionale. Non siamo contrari allo sviluppo in quanto tale, ma crediamo che nessuna prospettiva industriale possa prescindere da garanzie rigorose per la salute delle persone, soprattutto quando sono coinvolti bambini, famiglie e lavoratori», dichiara il Comitato No FIR Rovigo.
«I cittadini non si sentono sufficientemente tutelati e temono che le norme di semplificazione possano favorire l’insediamento di un impianto senza che tutte le criticità siano state adeguatamente chiarite. Per questo abbiamo ritenuto importante portare le nostre preoccupazioni all’attenzione del Prefetto, confidando nel suo ruolo istituzionale di presidio della legalità e di raccordo tra le istituzioni».
L’incontro rappresenta un ulteriore passaggio nell’impegno del Comitato per difendere il territorio e chiedere che ogni valutazione sul progetto sia condotta sulla base di dati completi, verifiche rigorose e piena trasparenza.
Il Comitato No FIR continuerà a vigilare e a far sentire la propria voce. I cittadini sono presenti, attenti e determinati a difendere il diritto delle proprie famiglie a vivere in un ambiente salubre e sicuro. La prevenzione deve venire prima dell’emergenza e la salute delle persone non può essere considerata un elemento secondario rispetto agli interessi economici o alla rapidità delle procedure.
Comitato No FIR Rovigo



