Quanto sta avvenendo anche nella nostra provincia conferma come il problema del diritto all’abitare non può essere affrontato come un insieme di emergenze nazionali o locali.
Il Piano Casa del Governo Meloni non consente un rilancio delle politiche abitative coerente con il fabbisogno abitativo.
È necessario un diverso Piano Casa che risponda alla domanda abitativa debole con una offerta di alloggi pubblici e sociali e che sappia mettere in sicurezza il patrimonio abitativo pubblico attraverso una adeguata manutenzione.
Tutt’oggi invece, viene penalizzato proprio il comparto dell’Edilizia Residenziale Pubblica, rivolto a garantire l’accesso alla casa per i ceti meno abbienti, in particolare attraverso la previsione di nuovi piani vendita degli alloggi, come già sta avvenendo.
Inoltre, con l’accelerazione delle procedure esecutive di sfratto, non si prevedono sussidi per gli inquilini, né si rafforzano i servizi sociali comunali, mettendo quindi in difficoltà gli enti locali, dal punto di vista economico ed organizzativo.
In queste condizioni una famiglia rischia di non trovare soluzioni alternative, aggravando ulteriormente il proprio disagio, si pensi a chi può aver perso il posto di lavoro e ritrovarsi senza stipendio.
Nella provincia di Rovigo, i casi di “sfratto per morosità incolpevole” nel 2025 sono stati 114 mentre gli sfratti emessi nel totale sono stati 126 con un aumento dal 2024 del 21,2%.
Un dato che è il peggiore nel Veneto e che dovrebbe far riflette tutte le Istituzioni presenti sul territorio.
A questo riguardo, il SUNIA ritiene necessario dover istituire urgentemente un tavolo provinciale dove si possa affrontare e possibilmente risolvere assieme il grave problema abitativo.
Un problema, quello degli sfratti, che può avere ripercussioni per quanto riguarda la salute e la dignità umana di chi li riceve e non per ultimo, sull’ordine pubblico.
È di questi giorni il dato certificato al 31 dicembre 2025 comunicato dalla Regione Veneto per quanto riguarda gli alloggi ATER riferiti al patrimonio del 2024.
Per quanto riguarda la nostra provincia, ATER gestisce tra alloggi di proprietà e non 3.823 di questi gli alloggi sfitti sono 925 dei quali 256 da recuperare attraverso la manutenzione straordinaria.
Per quanto riguarda gli alloggi da assegnare sono 57 mentre in tutta la provincia le famiglie che sono in attesa di una assegnazione sono 570, pertanto solo il 10% ha ricevuto una risposta abitativa



