L’ autorizzazione della Regione Veneto riguardo l’impianto di Sarzano è stata rilasciata a seguito dell’accordo concordato dall’attuale Amministrazione Comunale con la ditta APIS RO 1, approvato dalla Giunta comunale senza alcun coinvolgimento dei cittadini, con una informativa tardiva e parziale in Consiglio Comunale, senza neppure considerare le valutazioni dello scorso aprile del Dirigente comunale preposto che dichiaravano non idonei al traffico pesante Via Calatafimi e il ponte dei Munari.
Inoltre il Dirigente avanzava la richiesta, dato l’aumento del transito di veicoli previsto a regime dell’impianto, che venisse garantita dalla ditta la manutenzione ordinaria e straordinaria del tratto di strada in questione per tutta la durata di vita dell’impianto. Parere tecnico non considerato dalla Giunta Comunale che ha scelto di arrivare ad un accordo con la ditta APIS RO 1 determinante ai fini dell’autorizzazione Regionale e nello stesso tempo assumendo, a carico di tutti i cittadini della città, l’onere futuro di mantenimento della funzionalità della strada e del ponte.
È inequivocabile che questo accordo è oneroso, non rappresenta una compensazione, non ci sono benefici per la collettività come invece afferma il vicesindaco Bimbatti. Non esiste alcuna evidenza che la ditta APIS RO 1 abbia preso altri impegni formali e concreti che facciano parte dell’accordo, come si affanna a dichiarare l’assessore Rizzato senza riscontri, ma quello che vale sono gli accordi sottoscritti e presentati alla Regione.
Quello che maggiormente colpisce, però, è la mancanza di trasparenza e informazione verso i cittadini residenti e interessati e verso il consiglio comunale, dove il progetto e l’accordo non sono stati neppure presentati. Alla sindaca Cittadin va ricordato che l’ascolto dei cittadini deve avvenire prima di tutto sulle questioni importanti che riguardano la loro vita e il territorio dove vivono.
Viste le dimensioni molto elevate dell’impianto, il doppio dell’ex Amit di Boara, in sede autorizzativa sono state sottoposte all’attenzione delle prescrizioni sulle produzioni di polveri sottili e sulle emissioni di CO2, quindi non è corretta l’affermazione, sempre del vice sindaco Bimbatti, che questo non è un impianto impattante. Ricordiamo che per la qualità dell’aria esistono normative stringenti, siamo tra le città più inquinate d’ Italia e anche per questo motivo l’impianto di Sarzano non deve essere realizzato.
Infine, vista la necessità e importanza di realizzare impianti da fonti rinnovabili, dove si producano in loco i rifiuti secondo i principi dell’economia circolare, riteniamo essenziale la realizzazione dell’impianto di Ecoambiente, già coperto finanziariamente dal piano industriale e oggi anche da un 50% di fondi PNRR se realizzato entro il 2026. I nostri rifiuti umidi sono biomassa prodotta e trasformata nel territorio e se vengono portati a conferimento ad una azienda privata costano molto di più in termini di smaltimento rispetto ad avere un impianto pubblico e dedicato alla razionalizzazione dei costi della partecipata Ecoambiente. I rifiuti zootecnici ed agricoli che saranno conferiti a Sarzano, invece, sono importati da fuori comune, inquinano il nostro territorio senza creare benefici e risolvono i problemi di altre realtà produttive.
E’ sempre da considerare primaria la salute dei cittadini, il rispetto dell’ambiente e la tutela del bene pubblico, pur essendo da salvaguardare nei limiti delle leggi anche le attività produttive private.
Forum dei cittadini Rovigo



