La SLC CGIL VENETO ancora una volta è costretta a segnalare che le decisioni di Poste Italiane mettono in difficoltà il territorio polesano.
Esprimiamo infatti forte preoccupazione e contrarietà rispetto alla decisione unilaterale di Poste Italiane di disporre la chiusura pomeridiana dell’Ufficio Postale centrale di Adria Centro e la prolungata chiusura di Adria 1.
Questa misura, presentata come una riorganizzazione interna, comporta gravi ripercussioni sia sul personale che sull’utenza:
Per i lavoratori, le due chiusure significano una ricollocazione forzata del personale presso altri uffici della provincia o l’obbligo di adattarsi a nuove mansioni e turnazioni, spesso senza adeguato preavviso o dialogo sindacale. Si rischia un peggioramento delle condizioni lavorative, con disagi legati a mobilità, conciliazione dei tempi vita-lavoro e carichi operativi non bilanciati.
Per la cittadinanza, in particolare quella più fragile e utenti con esigenze pomeridiane, la chiusura rappresenta una limitazione dell’accesso ai servizi essenziali, in netto contrasto con le esigenze di un territorio già colpito da riduzioni di sportelli pubblici. L’ufficio di Adria, importante punto di riferimento per l’intero bacino urbano, non può essere trattato alla stregua di una sede periferica.
La SLC CGIL chiede un immediato tavolo di confronto con l’azienda, finalizzato a:
Revocare o rivedere la misura della chiusura pomeridiana;
Garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e la tutela della dignità lavorativa;
Salvaguardare il diritto della cittadinanza a un servizio postale efficiente e accessibile.
Invitiamo inoltre le istituzioni locali a prendere posizione contro questo ennesimo impoverimento del territorio, in difesa del diritto al lavoro e alla parità di accesso ai servizi pubblici.
La mobilitazione dei lavoratori è già iniziata cono lo sciopero del 3 Giugno e proseguirà iniziative pubbliche e, se necessario, lo stato di agitazione.
Per la SLC CGIL VENETO, Stefano Gallo



