Ancora una presa di posizione con parole dure e sprezzanti della sindaca di Rovigo Valeria Cittadin, questa volta verso il Vescovo della Diocesi di Adria-Rovigo, monsignor Pierantonio Pavanello. La motivazione è che il Vescovo ha voluto ricordare, nella ricorrenza dell’esperienza e della storia di San Francesco, l’importanza del senso di comunità, di costruire relazioni umane per unire le persone, di accoglienza verso chi ha bisogno, a volte cittadini stranieri, che troppo spesso si tende ad emarginare dalle nostre città. Un messaggio carico di valori umani e sociali che la sindaca Cittadin, pur nella sua sbandierata fede cattolica, ha voluto rigettare in quanto percepita come critica alle proprie politiche sociali.
La risposta del sindaco di Rovigo è stata ribadire il suo esasperato richiamo alla sicurezza, a doveri, regole che non possono e non devono però esimere la Comunità di Rovigo dai principi di umanità e solidarietà fondanti della storia del nostro Paese.
Esprimiamo la nostra solidarietà al Vescovo e al contenuto della suo messaggio, ma evidentemente non compreso dalla visione semplicistica di chi non vuole ammettere che la sicurezza si crea prima di tutto con programmi di inclusione verso “il diverso”, programmi che vanno approntati e finanziati, con operatori qualificati, meglio se nel lavoro di cura quotidiano senza gratificanti tagli di nastro.
Nel nostro comune registriamo una progressiva rinuncia a strumenti che possono contribuire a costruire inclusione e sicurezza. Dal mancato proseguimento del SAI, il Sistema di Accoglienza e Integrazione – e la rinuncia a mezzo milione di euro – alla rinuncia del finanziamento PNRR di oltre un milione di euro destinato al superamento dei ghetti bracciantili (due immobili da sistemare a Concadirame) e al perseguimento della riduzione di ospiti nei Centri di Accoglienza Straordinaria.
E non possiamo dimenticare il tema della tutela delle donne e del contrasto alla violenza, che richiede sempre risorse, servizi e una rete territoriale forte: i centri antiviolenza aspettano.
Se la sicurezza è davvero una priorità, allora servono progetti, investimenti e capacità di utilizzare le risorse disponibili. Tutto ciò fa parte dell’amministrare una città: sicurezza e integrazione non sono alternative, perché lasciare le persone ai margini non elimina i problemi, rischia di renderli più difficili da governare.
Paolo Giolo, Presidente Civica per Rovigo
Dina Merlo, Presidente Forum dei cittadini



