

Abbiamo appreso con sconcerto e preoccupazione la decisione della giunta di uscire da Avviso Pubblico, storica rete dei nostri enti locali per la legalità e contro le mafie. Se ne a discuterà a breve anche nella commissione consiliare competente, ma noi auspichiamo fin da subito che la nostra amministrazione possa in qualche modo tornare sui propri passi e non abbandonare una realtà così preziosa. Quale segnale, in caso contrario, si vorrebbe dare ai cittadini? Si tratta di un tema forse poco rilevante per la nostra città? Si ritiene che Rovigo non abbia bisogno di buone pratiche e di sensibilizzazione intorno ai temi della legalità e del contrasto alle mafie?
Ricordiamo che attualmente i soci di Avviso Pubblico sono più di 620. Aderiscono la Regione del Veneto e tutti i capoluoghi di provincia veneti (tranne Belluno). Tutti gli enti soci usufruiscono di materiale informativo periodico, di corsi di formazione anche gratuiti, di una banca dati delle buone prassi. Insomma, possono contare su un sostegno concreto.
Peraltro, nel 2025, Avviso Pubblico e la Regione del Veneto hanno svolto la Giornata regionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia portando al Censer di Rovigo più di 500 studenti e diverse personalità. Come testimonial si registrò la presenza di Maria Luisa Pellizzari, già vice capo vicario della Polizia di Stato. Un evento fatto, se ben ricordiamo, con il patrocinio del Comune di Rovigo senza alcun esborso da parte del comune stesso.
Perché adesso si vorrebbe decidere di lasciare una rete che costituisce un presidio importante per l’affermazione di una cultura dei diritti e della legalità nel nostro paese?
Diego Crivellari
Consigliere comunale


