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Biodiversità e deforestazione, se n’è parlato all’Urban Digital Center

La vita sulla terra al centro di un dibattito organizzato da Urban Digital Center – Innovation Lab in collaborazione con Università Iuav di Venezia. L’incontro, tenutosi nel pomeriggio di giovedì 28 aprile, seguiva quello sugli oceani di una settimana prima con Mariasole Bianco e si inserisce nel filone di appuntamenti nell’ambito percorso di animazione territoriale sugli obiettivi (SDGs) dell’Agenda ONU 2030 che coinvolgono il team di ricerca Climate Planning Change dell’ateneo lagunare.

“Rinaturalizzazione e biodiversità come sfide per il territorio”: questo il titolo del seminario moderato da Alberto Bonora (Università Iuav) che ha coinvolto in veste di relatori Roberto Fiorentin (Veneto Agricoltura), Aldo D’Achille (sindaco di San Bellino), Enrico Vicentini (presidente degli “Amici del tartufo polesano”) e Matteo Cesaretto (presidente de “Il tarassaco”). Due i focus su cui si è soffermata l’analisi dei vari interventi, ovvero i progetti “Ridiamo il sorriso alla Pianura Padana” e “Centoboschi”, risposte diverse nelle dinamiche anche se simili negli obiettivi, cioè riportare i temi della riforestazione e della piantumazione al centro del dibattito pubblico.

“Con ‘Ridiamo il sorriso alla Pianura Padana’ – così D’Achille, sindaco-pioniere in tema di sviluppo sostenibile – abbiamo puntato a un cambio culturale, di prospettiva, partendo nel 2014 da un concetto semplice, mettere a dimora una pianta per ognuno degli abitanti, poco più di mille. Di qui pian piano l’idea ha coinvolto altri Comuni polesani, tra cui il capoluogo, Noventa Vicentina e quattro realtà del Padovano. Il valore aggiunto del progetto era interessare le aree private così da sgravare anche le amministrazioni dei futuri costi di manutenzione: oggi siamo arrivati a oltre 350 Comuni in Veneto e puntiamo a un sogno, 5 milioni di piante, una per ogni residente della regione”.

“Centoboschi” da par suo, punta invece alla rinaturalizzazione delle campagne: l’ideatore, Matteo Cesaretto, ha illustrato brevemente questo percorso che in un anno ha portato a dimora oltre 1500 piante e che coinvolge anche diverse associazioni come WWF, LIPU e Plastic Free. “L’idea – queste le sue parole – è quella di riconnettere l’ambiente a storia, cultura, memoria. Oggi occorre maggiore consapevolezza: ogni anno nel mondo 12 milioni di ettari, come dire tre volte la Pianura Padana, sono a rischio deforestazione e tra i nostri intenti c’è anche quello di sensibilizzare gli amministratori pubblici, il verde è un investimento sulla salute e dunque sul nostro futuro”.

Enrico Vicentini ha parlato invece dell’ecosistema polesano ripercorrendo in sintesi la sua storia dall’epoca romana, quando ebbene inizio la deforestazione, a quella della Serenissima che completò l’opera servendosi a piene mani di querce e ontani per le sue navi e i milioni pali su cui si regge da allora la città di Venezia, e si è soffermato quindi sulle tartufaie, presenti anche in zona, esempio di biodiversità e capaci pure di generare reddito. Roberto Fiorentin ha sottolineato infine il contributo fondamentale delle piante alla biodiversità ricordando come il Polesine, pur interessato nei secoli a un profondo disboscamento, in qualità di area storicamente umida mantiene ancora una sua biodiversità con specie vegetali qui presenti che altrove stanno invece via via sparendo.

Conclusioni affidate all’assessore Dina Merlo che ha posto l’accento sugli sforzi dell’amministrazione comunale rodigina in proposito: boschi urbani ma anche verde pubblico oltre al forte impegno sulla questione di parco Langer, attualmente di proprietà demaniale ma relativamente a cui si sta lavorando ad un progetto per il rilancio e l’utilizzo da parte della comunità. E ancora il Masterplan del verde e il progetto del parco agro-paesaggistico, sogno nel cassetto con cui si mira a collegare il contesto agrario della campagna all’area urbana cittadina.

Prossimo appuntamento il 12 maggio alle 18 con l’inaugurazione dell’orto urbano nello Spazio Cortile di Urban Digital Center – Innovation Lab e alle 18.30 un incontro aperto alla cittadinanza dal titolo: “Le realtà aziendali innovative e sostenibili: il Circular Design e l’economia circolare per lo sviluppo locale”.

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