Durante la puntata odierna de L’Aria che tira su La7, è andato in scena un nuovo, clamoroso capitolo della vicenda legata alla rinuncia del Comune di Rovigo ai fondi PNRR destinati ai progetti per l’inclusione sociale.
A smontare la versione del sindaco Valeria Cittadin non sono stati, stavolta, gli avversari politici o i soliti “criticoni civici”, ma una deputata di Fratelli d’Italia, il partito di governo.
L’on. Sarà Kelany (FDI), infatti, ha dichiarato:
“Il sindaco Cittadin ha male interpretato le politiche migratorie di questo governo. Noi siamo fermissimi sull’immigrazione clandestina, ma siamo favorevoli all’immigrazione regolare.”
Una presa di distanza netta, che smentisce la narrazione fornita dal sindaco — il quale, davanti alle telecamere, aveva motivato la rinuncia ai fondi come scelta politica coerente con la linea del governo Meloni.
Ma la Kelany ha aggiunto un dettaglio ancor più pesante:
“Le motivazioni addotte in delibera non sono quelle dichiarate alla giornalista, ma di natura burocratica.”
E allora la domanda è inevitabile: o il sindaco scrive il falso nelle delibere, o dichiara il falso ai giornalisti.
In entrambi i casi, il danno per la credibilità istituzionale è enorme.
Perché un’amministrazione pubblica vive di coerenza e trasparenza, non di doppi registri.
Se gli atti ufficiali raccontano una cosa e le interviste un’altra, a pro di cosa?
Per confondere l’elettorato? Per coprire un errore politico?
O semplicemente per nascondere che si è rinunciato a risorse già assegnate, fondamentali per i servizi e l’inclusione, per pura ideologia?
Ebbene, stavolta non siamo noi di Civica per Rovigo a dover evidenziare che questo sindaco e questa maggioranza non sono in grado di amministrare nemmeno un iter già avviato, né di progettare un futuro per la città.
Lo dice una deputata di Fratelli d’Italia.
Un’ammissione che pesa come un macigno: la stessa maggioranza nazionale prende le distanze da chi, a Rovigo, continua a confondere propaganda e amministrazione.
Civica per Rovigo



