E’ stato pubblicato il 31 agosto dalla Provincia di Rovigo il decreto autorizzatorio dell’impianto Ecopol, con relativi verbali che hanno consentito di ricostruire come si è arrivati alla conclusione della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.
Già nei giorni immediatamente successivi al 6 agosto la stampa aveva riportato l’esito positivo del Comitato VIA e della Conferenza dei servizi, ma solo ieri si è avuto riscontro delle posizioni emerse nell’esame del progetto e i pareri conclusivi.
Al di là dei pareri tecnici, che si sono tradotti in una serie di prescrizioni, il voto finale non è stato all’unanimità, ma la cosa che appare dirompente ed inspiegabile è la posizione del Comune di Rovigo, che non ha espresso un parere e nonostante questo la Conferenza dei servizi ha deciso di procedere e raggiungere un verdetto finale.
Vale a dire che il comune capoluogo, sede di questo impianto, ha rinunciato ad esprimersi sia in un parere politico che tecnico. La giunta era rappresentata dall’assessore Aretusini, che ha dichiarato di affidarsi completamente alle scelte del Comitato VIA provinciale, mentre i dirigenti tecnici comunali rappresentati dall’ing. Rizzi, non hanno presentato un parere unanime.
Inaudito riscontrare che dopo mesi che la sindaca Cittadin dichiarava che si sarebbe affidata ai tecnici, non ha avuto un parere tecnico del suo Comune su una questione che riguarda la salute di centinaia di persone che in questi mesi si sono mobilitate ed hanno presentato le loro preoccupazioni anche in Consiglio comunale.
Questa volta, a differenza dell’impianto di Sarzano, la sindaca ha avuto tutto il tempo di confrontarsi, di ascoltare i cittadini e di documentarsi con il suo apparato tecnico comunale. Tutto questo mentre i Comuni di Lusia, Villanova del Ghebbo e Costa hanno espresso chiaramente la loro ferma contrarietà a tutela dei loro cittadini e degli interessi economici dei loro territori.
Il comune capoluogo invece, sede dell’impianto che si trova in prossimità di S Pio X, Concadirame, Roverdicrè, Grignano, Granzette e l’intera città come raggio di emissione, NON ha espresso alcuna posizione, ignavo e irresponsabile delle conseguenze che si potranno avere sulla salute e sulla qualità delle produzioni e dei terreni agricoli, visto che si tratta di un impianto che lavora sostanze pericolose ad alte temperature.
Ma chi deve difendere i cittadini di Rovigo?
Gravissimo e inaccettabile il comportamento di questa giunta Cittadin, che non prende posizione nelle sedi dove si decide, e di questa amministrazione comunale silente e indifferente alle problematiche che adesso cadono sulle spalle dei cittadini di Rovigo.
Tutti pronti i nostri assessori a precipitarsi a favore di fotografo per qualsiasi iniziativa pubblica (e non), ma quando è ora di esprimere un parere politico a salvaguardia dei cittadini e del loro territorio, non si esprimono e lasciano che impianti di questa portata e tossicità vengano a insediarsi nel nostro territorio, che finora era stato preservato dalle amministrazioni precedenti.
E’ evidente che l’amministrazione Cittadin tutta non ha interesse per la tutela della salute dei cittadini e del territorio, sta lasciando arrivare impianti inquinanti che cambieranno il volto della città, con riduzione del valore degli immobili fra il 20 e il 40%, ma la cosa peggiore sarà l’abbandono di quei giovani che cercano primariamente di vivere e fa vivere i propri figli in un ambiente sano.
Ma sono questi gli obiettivi di crescita e sviluppo della città che persegue Cittadin, quali impegni ha assunto in campagna elettorale e con chi? Vogliamo chiarezza.
Dina Merlo Forum dei cittadini
Paolo Giolo Associazione Civica Rovigo



