Il dopo-elezioni riaccende un dibattito antico quanto la marginalità del Polesine. A intervenire con toni netti è Francesco Gennaro, segretario comunale del Partito democratico a Rovigo, medico ed appassionato di cultura del territorio, che in una lunga riflessione sollecita politica, amministratori e società civile a guardare in faccia la questione centrale: come riportare il Polesine fuori dalla perifericità e dalla decrescita strutturale.
Secondo Gennaro, la campagna elettorale ha ignorato gli strumenti che già esistono per governare sviluppo, servizi, welfare e competitività. “È grave, perché la politica polesana non conosce le leggi che dovrebbe usare per costruire il futuro del territorio” afferma.
“La strategia esiste: è la cultura del territorio. E gli strumenti sono già nella legge”. Gennaro individua tre pilastri operativi che il Polesine dovrebbe attivare immediatamente:
- IPA – Intese Programmatiche d’Area, previste dalla LR 35/2001 e LR 2/2020
- ATS – Ambiti Territoriali Sociali, introdotti dalla LR 9/2024
- Reti d’impresa e Distretti industriali, regolati dalla LR 13/2014
Questi strumenti, sostiene, costituiscono “la cassetta degli attrezzi per fermare la decrescita polesana”, favorire la crescita dei distretti produttivi, coordinare politiche sociali e ambientali e permettere ai comuni di tornare protagonisti.
“Non servono invenzioni pre o post elettorali: serve saper usare ciò che la legge già mette a disposizione.”
Tre comunità, tre IPA, tre ATS: la geografia polesana non può essere ignorata. Gennaro critica apertamente l’impostazione che Provincia e Regione stanno delineando per la nuova organizzazione del territorio:
- Una sola IPA per tutti i 50 comuni polesani
- Due ATS (una da 40 comuni e una da 10)
Una scelta che giudica “un errore politico, economico e sociale” paragonabile alla riproposizione del Consvipo senza Consvipo.
Secondo Gennaro, di concerto con l’analisi effettuata da Adriano Buoso, economista di Rovigo, Polesine significa tre comunità storiche:
- Destra Adige
- Sinistra Po
- Adria–Delta.
Solo tre IPA e tre ATS, perfettamente coincidenti, possono garantire un governo efficace dei temi decisivi: economia, ambiente, formazione, servizi sociosanitari, promozione turistica, identità territoriale.
“Solo così si costruisce attrattività e qualità della vita. Senza questa architettura, il Polesine resta irrilevante.”
“La politica non conosce le leggi. E questo pesa sui cittadini”. Buoso parla esplicitamente di “impreparazione” dei candidati e dei decisori polesani.
Non conoscere le norme che regolano reti d’impresa, associazioni dei comuni e strumenti di sviluppo locale significa, a suo giudizio, “abbandonare il Polesine alla colonizzazione esterna” e rinunciare alla possibilità di gestire direttamente crescita economica, cultura, logistica, welfare e ambiente.
Serve invece una governance che dia priorità al territorio nell’accesso ai fondi europei, nazionali e regionali, prevedendo semplificazioni e riconoscendo la specificità del Polesine nella competizione tra sistemi locali.
Un monito ai sindaci: “Perché tanta fretta?”. A poche ore dalla convocazione dei sindaci in Provincia per approvare la nuova struttura territoriale, Buoso solleva un’ulteriore critica: “Si convoca un’assemblea per ratificare un impianto che non è mai stato discusso. Perché questa fretta?”
Anche il sindaco di Gaiba, Nicola Zanca, candidato del Pd alle ultime elezioni regionali e risultato primo della cinquina per il Consiglio veneto, avrebbe espresso dubbi sulla procedura e sulla mancanza di confronto preliminare.
L’appello: “Il futuro del Polesine si gioca ora”. Francesco Gennaro chiude con un richiamo netto: “IPA e ATS sono il futuro possibile della cultura vera del territorio tra Adige e Po. Ma solo se coincidono con le tre comunità storiche e solo se vengono costruite con competenza e visione.”
Il suo messaggio è chiaro: senza una governance territoriale all’altezza, nessuna riforma, investimento o campagna elettorale potrà invertire la decrescita polesana.
Il tempo per correggere la rotta, sostiene, è adesso.
Grazie a Rovigo News per l’utilizzo del testo



