La prima uscita ufficiale del Comitato “Giusto dire no!” a Rovigo ha avuto un successo straordinario: sala del teatro parrocchiale di S. Bortolo strapiena, pubblico distribuito anche nella attigua saletta parrocchiale, attrezzata con un altoparlante (ed un tentativo di collegamento video purtroppo poco riuscito), pubblico numeroso perfino nel cortile esterno della struttura.
Due ore di discussione pacata e riflessiva, ben governata dal conduttore Enrico Moro, presidente di Libera, con i tre protagonisti, la Pubblico Ministero Manuela Fasolato, la Giudice Silvia Ferrari e l’Avvocato Matteo Ceruti che sono riusciti a stare nei tempi prestabiliti.
La serie di domande e risposte ha potuto chiarire bene gli aspetti della riforma “Nordio”, mettendone chiaramente in luce gli aspetti positivi (molto pochi, secondo i relatori) e quelli negativi, sia per le categorie coinvolte (magistrati ed avvocati) che per i cittadini.
Una disamina tecnica per nulla semplice, ma presentata in modo da essere ben compresa dal pubblico, che ne ha sottolineato spesso con applausi i passaggi più significativi.
Ma soprattutto è stato evidenziato il fatto che la riforma non riguarda, purtroppo, un miglioramento della Giustizia per operatori ed utenti, ma un minimo tentativo di ridefinire gli organi di governo (Consiglio Superiore della Magistratura e Alta Corte per i procedimenti disciplinari), tentativo giudicato in modo negativo dai relatori, che hanno anche paragonato la situazione in Italia con quella di molti altri Paesi europei e non.
Alla fine ne è uscito un quadro evidente di giudizio negativo sulla riforma costituzionale, nel merito e nella forma, che sarebbe stato giusto evitare di proporre, casomai ricorrendo a leggi ordinarie, anche per non mettere in discussione parti rilevanti della Costituzione della Repubblica. L’invito a votare No al referendum era a quel punto del tutto coerente.



