Grande soddisfazione da parte del Comitato No Fir per la manifestazione che si è svolta oggi in Piazza Vittorio Emanuele a Rovigo contro il progetto di realizzazione di un impianto per la produzione di lana di roccia proposto da Fir Srl, attualmente sottoposto alla procedura di valutazione PAUR presso la Provincia di Rovigo.
Secondo le stime del Comitato, almeno 500 persone, nei momenti di massima affluenza, hanno partecipato all’iniziativa, dimostrando grande interesse e forte preoccupazione per le possibili conseguenze dell’impianto sulla salute pubblica e sull’ambiente. Una partecipazione significativa, che conferma quanto questa vicenda sia sentita dalla cittadinanza e quanto sia forte la richiesta di trasparenza, approfondimento e tutela del territorio.
È stata una giornata di mobilitazione, ma anche una festa di comunità, partecipazione e speranza. Una piazza viva, attraversata da persone di tutte le età, che hanno scelto di esserci per difendere il proprio territorio e il futuro delle prossime generazioni. Una giornata in cui, accanto alla preoccupazione e alla determinazione nel chiedere risposte alle istituzioni, c’è stato spazio anche per la condivisione, il sorriso e il divertimento.
Particolarmente significativa è stata la partecipazione delle realtà associative che hanno sostenuto la mobilitazione: la Rete dei Comitati del Polesine, Italia Nostra, WWF, FIAB, Legambiente, e i comitati No Biometano di Sarzano, impegnato contro il progetto di un impianto di biometano, e Il Riccio, attivo contro l’impianto Ecopol. Presente anche Coldiretti.
La loro presenza ha dimostrato come le diverse vertenze ambientali del territorio siano unite da una preoccupazione comune: impedire che il Polesine debba sopportare ulteriori pressioni ambientali senza garanzie adeguate per la salute delle persone, la sicurezza e la qualità della vita.
Particolarmente gradito e significativo è stato l’intervento della Rete degli Studenti, la cui partecipazione ha portato in piazza la voce delle giovani generazioni. Il futuro del territorio riguarda soprattutto chi lo abiterà domani, ed è importante che ragazze e ragazzi possano prendere parola sulle scelte che incideranno sull’ambiente in cui cresceranno.
Uno dei momenti più belli della giornata è stato proprio quello dedicato ai bambini. Nello spazio giochi allestito in piazza, tantissimi piccoli partecipanti hanno potuto divertirsi, realizzare disegni contro l’impianto e a favore della tutela dell’ambiente e colorare simbolicamente la pavimentazione della piazza. Un gesto semplice, ma ricco di significato: portare colore nella nostra città e ricordare che Rovigo e il Polesine hanno bisogno di un futuro in cui i bambini possano crescere in un ambiente sano e sicuro.
Vedere la piazza riempirsi dei loro disegni e dei loro colori è stato un messaggio potente. Non vogliamo che il futuro dei nostri bambini venga bruciato da scelte industriali che rischiano di compromettere la qualità dell’ambiente e della vita sul nostro territorio. Vogliamo una città viva, colorata, sana, capace di offrire alle nuove generazioni opportunità e prospettive, non ulteriori preoccupazioni.
Il Comitato ringrazia tutte le associazioni, i comitati, gli studenti, le famiglie e le persone presenti. La partecipazione di realtà diverse dimostra che la difesa della salute e dell’ambiente è una questione condivisa, che supera i confini delle singole organizzazioni e coinvolge l’intera comunità.
Le criticità ambientali e sanitarie al centro della mobilitazione
Al centro della manifestazione sono state poste le criticità legate alle emissioni dell’impianto, all’impiego di sostanze cancerogene e ai potenziali rischi per la salute umana e per l’ambiente. Un contributo fondamentale è arrivato dall’associazione Medici per l’Ambiente – ISDE, sezione di Padova, che ha evidenziato aspetti ambientali e sanitari meritevoli di particolare attenzione e approfondimento.
Elementi importanti sono emersi in seguito alla pubblicazione, da parte della Provincia, di documenti relativi al progetto Fir che, pur facendo parte della documentazione progettuale, non erano stati precedentemente resi pubblici. Una circostanza che, secondo il Comitato, ha impedito alla cittadinanza di conoscere tempestivamente tutti gli elementi necessari per valutare il progetto e formulare osservazioni pienamente consapevoli.
«È fondamentale che questioni così rilevanti per la salute delle persone e per il futuro del territorio siano affrontate con la massima trasparenza. I cittadini devono poter conoscere tutti gli elementi di un progetto e avere la possibilità di valutarli prima che vengano assunte decisioni potenzialmente irreversibili».
Consegnate alla Provincia due lettere: chiediamo trasparenza e risposte concrete
Durante la manifestazione, il Comitato No Fir ha consegnato alla Provincia di Rovigo due lettere formali, con l’obiettivo di richiamare le istituzioni alle proprie responsabilità e chiedere che le criticità del progetto vengano affrontate con la massima attenzione.
La prima lettera è indirizzata al Presidente della Provincia, al quale il Comitato chiede di vigilare sul corretto e trasparente svolgimento dell’intero iter autorizzativo, affinché ogni fase del procedimento sia gestita nel rispetto delle regole, con piena considerazione delle osservazioni presentate e con adeguata informazione alla cittadinanza.
La seconda lettera è rivolta al Comitato VIA e agli enti coinvolti nella Conferenza di servizi, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulle criticità che emergono dalle osservazioni formulate dagli stessi enti coinvolti nel procedimento, tra cui ULSS, ARPAV, Uffici tecnici comunali e Provincia.
Secondo il Comitato, gli elementi emersi richiedono approfondimenti sostanziali e non consentono di esprimere un giudizio favorevole sull’impianto senza aver prima risolto e valutato in modo rigoroso tutte le questioni sollevate.
Tra le principali criticità segnalate figurano:
– Le emissioni di Formaldeide, sostanza classificata come cancerogena, massicce quantità di Fenolo, classificato come Tossico sistemico – cioè tossico per ingestione, inalazione e contatto, l’Ammoniaca – classificata come Tossica per inalazione e Corrosiva per pelle e vie respiratorie, Ammine che comprendono il 30% circa di Anilina, classificata come cancerogeno certo, oltre a metalli e polveri sottili.
– La vicinanza delle scuole primarie, situate a meno di 800 metri dal sito previsto per l’insediamento, un elemento che rende indispensabile un’attenta valutazione dei potenziali rischi per i bambini e per la comunità scolastica.
– La classificazione dell’insediamento sotto il profilo dell’insalubrità, già adottata dalla Provincia secondo quanto richiamato dal Comitato, che rappresenta un elemento rilevante da considerare nell’istruttoria autorizzativa.
– Il rischio alluvionale dell’area, che impone di approfondire la compatibilità dell’insediamento con le caratteristiche e le vulnerabilità idrauliche del territorio.
– La salute e la sicurezza dei lavoratori, da valutare con particolare attenzione in relazione alle sostanze utilizzate, alle emissioni e alle condizioni operative previste.
«Non stiamo parlando di aspetti secondari o di semplici dettagli tecnici. Stiamo parlando di emissioni potenzialmente pericolose, di sostanze cancerogene, di scuole situate nelle vicinanze, di un’area esposta a rischio alluvionale e della salute di chi dovrà lavorare nell’impianto. Sono criticità che, considerate nel loro insieme, a nostro avviso non consentono di dare il via libera al progetto».
Il Comitato auspica che le amministrazioni e tutti gli enti coinvolti rispondano alle lettere in maniera tempestiva, chiara e puntuale, fornendo riscontri concreti alle questioni sollevate e assicurando che nessun elemento rilevante venga trascurato nella valutazione del progetto.
Gli impegni del Comune non possono restare sulla carta
Un altro punto centrale riguarda la posizione espressa dall’Amministrazione comunale il 2 ottobre, quando il Comune si è dichiarato contrario all’insediamento dell’impianto e ha assunto precisi impegni: approfondire la classificazione dell’insediamento sotto il profilo dell’insalubrità, affidare a un ente indipendente la valutazione delle criticità del progetto e richiedere ad ARPAV e ULSS gli approfondimenti sugli impatti ambientali e sanitari.
A oggi, secondo quanto rilevato dal Comitato, tali impegni non hanno ancora trovato concreta attuazione. Una situazione che desta forte preoccupazione, considerata l’imminenza delle prossime scadenze procedurali.
Il 22 ottobre scadrà infatti il termine previsto per la presentazione, da parte di Fir Srl, delle integrazioni documentali. Da quel momento, il procedimento potrebbe entrare in una fase di accelerazione significativa.
È quindi indispensabile che le amministrazioni competenti agiscano con tempestività, affinché gli approfondimenti annunciati vengano effettivamente svolti e tutte le criticità siano esaminate prima che il procedimento prosegua.
Il Polesine non può diventare il territorio degli impianti indesiderati altrove
«Qui non è in gioco soltanto la realizzazione di un singolo impianto: sono in gioco la salute delle persone, la qualità dell’ambiente e il futuro del nostro territorio. Il Polesine non può essere considerato un territorio di serie B, destinato ad accogliere insediamenti industriali che altrove non si vogliono».
La partecipazione dei comitati impegnati su altre vertenze ambientali del territorio conferma quanto sia importante fare rete e affrontare insieme le questioni che riguardano la qualità della vita delle comunità locali.
Il Comitato richiama l’attenzione sul già pesante carico ambientale che grava sul territorio polesano e sulla necessità di non aggiungere ulteriori pressioni senza una valutazione rigorosa, completa e trasparente delle conseguenze.
La tutela della salute pubblica deve rappresentare una priorità assoluta, soprattutto in un territorio che già affronta importanti criticità legate alla qualità dell’aria e all’inquinamento da polveri sottili.
Non è accettabile che le preoccupazioni dei cittadini vengano sottovalutate o che decisioni potenzialmente capaci di incidere per anni sulla vita di un’intera comunità siano assunte senza aver prima chiarito ogni aspetto ambientale e sanitario rilevante.
Grazie alla cittadinanza: la mobilitazione continua
Il Comitato No Fir ringrazia tutte le persone che hanno partecipato alla manifestazione, le associazioni che hanno offerto il proprio sostegno, i comitati No Biometano di Sarzano e Il Riccio, la Rete degli Studenti, le famiglie e tutti coloro che, con il loro contributo, continuano a tenere alta l’attenzione su questa vicenda.
La giornata di oggi ha dimostrato che è possibile costruire una mobilitazione determinata senza rinunciare alla gioia di stare insieme, alla creatività e alla speranza. I disegni dei bambini, i colori sulla piazza e la partecipazione delle giovani generazioni ci ricordano che la difesa dell’ambiente non è soltanto una battaglia contro qualcosa, ma soprattutto un impegno per qualcosa: una città più sana, un territorio più rispettato e un futuro migliore per tutti.
«La partecipazione di oggi ci dà forza e conferma che non siamo soli. È grazie alla cittadinanza, alle associazioni, ai comitati, agli studenti, alle famiglie e a tutte le persone che hanno scelto di informarsi e mobilitarsi che possiamo continuare questa battaglia. Lo facciamo per tutti i cittadini, per i nostri figli e per tutti i bambini di Rovigo, che hanno diritto a crescere in un ambiente sano e sicuro».
La mobilitazione del Comitato No Fir non si ferma. Continueremo a incalzare le amministrazioni, a chiedere risposte concrete e a pretendere che gli impegni assunti vengano rispettati. Chiediamo che tutte le criticità siano approfondite da soggetti competenti e indipendenti, che la cittadinanza sia informata in modo completo e tempestivo e che la tutela della salute e dell’ambiente venga anteposta a qualsiasi altra considerazione.
Ci aspettiamo dalle amministrazioni risposte rapide e inequivocabili. La comunità ha diritto di sapere come vengono affrontate le criticità emerse e quali garanzie concrete verranno adottate per proteggere la salute pubblica e il territorio.
La voce espressa oggi in piazza non può essere ignorata.
La salute non è negoziabile. Il futuro del Polesine riguarda tutti.
Comitato No Fir



