I Comuni di Rovigo e di Castelguglielmo sono stati gli unici Comuni veneti ad aver presentato progetti sul “superamento degli insediamenti abusivi per combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura” nell’ambito del PNRR.
Il 23 luglio il Comitato nazionale per la prevenzione e il contrasto del lavoro sommerso ha comunicato la lista dei progetti autorizzati attraverso i fondi del PNRR per il superamento dei ghetti e dei grandi accampamenti informali e per favorire processi di emersione e integrazione. Tra questi, c’erano sia Rovigo che Castelguglielmo, beneficiari di circa 2 milioni di finanziamenti (il fondo a disposizione a livello nazionale è di 200 milioni di euro).
Mentre al Comune di Castelguglielmo sono stati assegnati i fondi per circa 1 milione di euro per il progetto da attivare, la Giunta comunale di Rovigo ha rinunciato a portare avanti il suo progetto rinunciando quindi ai fondi del PNRR ad esso dedicati, ossia 1 milione di euro.
Perché rinunciare alla possibilità di tenere sotto controllo, monitorare e contrastare i fenomeni di sfruttamento lavorativo e di caporalato presenti in Polesine e territori limitrofi? Il rischio concreto di questa rinuncia potrebbe essere quello di lasciare questi lavoratori stagionali stranieri, di cui le aziende dichiarano di avere così tanta necessità, in balia di sfruttatori senza scrupoli, alimentando l’illegalità.
Già dal suo insediamento, è del tutto evidente che questa Amministrazione su questo tema ha assunto un approccio esclusivamente ideologico, così come del resto fa la maggioranza di Governo sul tema migranti, invocando a parole la sicurezza ma favorendo di fatto l’illegalità.
Per poter cogliere l’opportunità offerta dal progetto contro lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura, la rete territoriale delle organizzazioni del terzo settore, allargata alle organizzazioni sindacali, in coordinamento con la Prefettura e con l’Anci assieme ai Comuni di Castelguglielmo e Rovigo, aveva da tempo elaborato un progetto, denominato “Incas”, inserito nel piano locale multisettoriale per la valorizzazione del lavoro agricolo ed il contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato. Il Ministero aveva individuato tali Comuni polesani proprio perché in passato erano emersi fenomeni di caporalato e sfruttamento in quelle realtà comunali. Il Progetto era finalizzato alla promozione della qualità dei prodotti agricoli della nostra Provincia, alla tutela dei diritti dei lavoratori coinvolti per completarsi con un’opera di riqualificazione urbana di uno stabile presso la frazione di Concadirame, che si sta spopolando sempre di più.
La FLAI e la CGIL di Rovigo e del Veneto non arretreranno di un millimetro rispetto alle rivendicazioni e alle proposte da attuare per estirpare tutte quelle concause che alimentano il lavoro sfruttato e sommerso. Riproporremo tutte le nostre ragioni e iniziative dentro la Sezione Territoriale del Lavoro agricolo di qualità che si è appena insediata e che necessariamente dovrà elaborare una strategia per contrastare ed estirpare questi fenomeni.
Giosuè Mattei, Segretario generale Flai Cgil Veneto
Dario Pitacco, Segretario generale Flai Cgil Rovigo
Silvana Fanelli, Segreteria regionale Cgil Veneto
Pieralberto Colombo, Segretario generale Cgil Rovigo



