Il 27 gennaio, la Commissione Giustizia del Senato ha votato a maggioranza il nuovo testo base sul reato di stupro.
Un testo che cancella la parola “consenso” e la sostituisce con formule come “dissenso” e “contraria alla volontà della persona”.
Non è un dettaglio giuridico, è una scelta politica e culturale.
Aumentare le pene senza mettere al centro il consenso non tutela maggiormente le vittime. Al contrario, rischia di scaricare ancora una volta su chi subisce violenza l’onere di dimostrare di aver detto “no”, di essersi opposta abbastanza, di non aver lasciato spazio ad ambiguità. In Europa e nella giurisprudenza più avanzata il principio è chiaro: senza consenso non è sesso è violenza.
Stracciare un accordo parlamentare che andava in questa direzione significa arretrare sui diritti, sulla dignità delle persone, sulla libertà di autodeterminazione.
Come gruppo “Sebben che siamo donne” ARCI Rovigo, siamo al fianco di chi chiede una legge che chiami le cose con il loro nome. La sicurezza non si costruisce con pene più alte ma con leggi giuste e cultura del rispetto.
“Sebben che siamo donne” ARCI Rovigo
Aderiscono:
Forum dei Cittadini
AVS
Civica per Rovigo
Coordinamento Provinciale Donne ACLI
Rifondazione Comunista Federazione della Provincia di Rovigo
ARCI Rovigo APS
Circolo Culturale ARCI 2 Giugno 1946
ISERS (Istituto Studi e Ricerche Storiche e Sociali) Badia Polesine
UDI Ficarolo
Polesine Progressista
ANPI Provinciale Rovigo
S.P.I. CGIL
CGIL Provinciale Rovigo



