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L’impianto di biometano al centro nell’incontro a Mardimago

Ancora l’impianto di biometano al centro dell’attenzione nella serata organizzata dalla Giunta comunale a Mardimago, frazione molto coinvolta per il traffico pesante che potrebbe caricarsi sulle proprie strade per il trasporto dei materiali sia in ingresso che in uscita. In una sala affollata, il sindaco Cittadin ha descritto come si sono svolte le procedure di approvazione del progetto, già conclusesi prima di Natale, affermando che si è trattato di una procedura esclusivamente tecnica, nella quale sono intervenuti tecnici di vari Enti. Il sindaco ha informato che su richiesta dei consiglieri dell’opposizione sarà trattato il tema in un prossimo Consiglio comunale. Cittadin ha distinto questo nuovo impianto, che lavora liquami e residui agricoli, da quello già esistente di Boara e con l’impianto di nuova realizzazione di Ecoambiente, che invece lavorano l’umido ed il verde cittadino. Il sindaco Cittadin ha richiamato in causa in modo polemico gli esponenti dell’ex amministrazione comunale che si stanno adoperando per una informazione su questa decisione ai cittadini, cittadini che stanno valutando iniziative anche legali di contrasto a questo insediamento.

E’ intervenuta poi l’ex assessora all’Ambiente per il Forum dei cittadini Dina Merlo, che ha ripreso e corretto alcuni punti critici della presentazione, ricordando come il Comune possa opporsi ad un impianto che presenta criticità, attraverso adeguate osservazioni, come era avvenuto nel primo progetto di riconversione dell’impianto di Boara che proponeva un raddoppio della potenzialità ed era stato respinto con le osservazioni dell’allora Amministrazione Gaffeo, grazie anche ai contributi e ai continui confronti con i comitati dei cittadini. Nel caso di Sarzano sarebbe bastato appellarsi al ponte inadatto e interdetto al traffico pesante per avere una motivazione valida per non accogliere nel territorio un impianto che porterà danni all’ambiente, all’economia agricola locale e alla viabilità. L’ex assessora, interrotta a più riprese dalle reazioni scomposte del vice sindaco Bimbatti, ha inoltre addebitato alla Giunta comunale di avere approvato un accordo con la ditta nel quale si legge che, dopo i primi interventi di ripristino necessari a fare transitare i mezzi pesanti sul ponte dei munari, esaurita la garanzia di soli 100.000 euro, tutte le spese di manutenzioni successive per tutta la durata dell’impianto saranno a carico del Comune, a differenza di quanto richiesto dagli stessi tecnici comunali nelle relazioni di valutazione del progetto nel mese di aprile.

Merlo ha differenziato gli effetti negativi di questo impianto che tratta 73 mila ton, da quello di Ecoambiente (40 mila ton) che non coinvolge con il traffico le frazioni di Sarzano Mardimago e invece trasformando i rifiuti umidi consente di ridurre fortemente i costi di gestione di Ecoambiente, dato che il conferimento ad un soggetto privato porta a costi molto più alti e soggetti a continue oscillazioni di mercato.

I cittadini presenti hanno rivolto domande indirizzate alla questione della viabilità, aumentata considerevolmente dall’impianto e agli odori connessi al trasporto e alle lavorazioni. Inoltre è stato esposto il problema del danno alle produzioni agricole di qualità presenti in zona. A tale proposito è intervenuto anche un responsabile di Coldiretti che ha manifestato, a nome della associazione agricola, il favore verso impianti a biometano al servizio di aziende agricole con produzioni sul posto di liquami, ma non condivide la scelta di impianti come quello di Sarzano, dislocati molto lontano dalle zone di produzioni che comportano spostamenti e inquinamento, ma non rappresentano una funzione di economia circolare.

Forum dei Cittadini

Associazione civica per Rovigo

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