ZLS: cosa sta accadendo?
Cominciamo dal principio: nel 2022 (DPCM 05/10/2022) è stata istituita in Veneto una Zona Logistica Semplificata (ZLS) denominata ZLS Porto di Venezia-Rodigino.
Per quanto riguarda il Polesine, la zona interessa le aree localizzate all’interno dei Comuni di Bagnolo di Po, Bergantino, Bosaro, Calto, Canaro, Castelmassa, Castelnovo Bariano, Ceneselli, Ficarolo, Fiesso Umbertiano, Gaiba, Melara, Occhiobello, Polesella, ROVIGO, Salara, Stienta, Trecenta.
L’istituzione di una ZLS fa sì che le aziende già operative e quelle che intendono insediarsi nell’area possano beneficiare di specifiche agevolazioni fiscali e di semplificazioni amministrative. Stiamo parlando quindi di una opportunità straordinaria sia per le imprese che per il territorio, che potrà, grazie ad essa, vedere aumenti di occupazione, di investimenti, di export, di visibilità.
E veniamo ad oggi: come mai in questa occasione unica il Comune di Rovigo ha rinunciato al ruolo di decisore, protagonista e regista che gli spetta nel rilancio del proprio territorio? Scopriamo infatti con molto rammarico dalla DGR n. 141/2024 che l’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione unica relativa ad ogni opera/progetto/attività da intraprendere nell’area della ZLS per il Comune di Rovigo (e per gli altri 17 comuni polesani) è individuata nella Regione Veneto! Mentre per il Comune di Venezia e il Porto di Chioggia, gli altri due enti che fanno parte della medesima ZLS, l’attività autorizzativa rimane, come è naturale, in capo agli stessi.
Senza entrare nel merito della decisione per i 17 comuni polesani più piccoli, che forse (e diciamo forse) possono ritenere più funzionale questa “delega”, alcune riflessioni sorgono invece spontanee relativamente ad un comune capoluogo, che come tale dovrebbe avere le competenze, oltre che la legittima ambizione, di decidere sul proprio sviluppo. Perché “svendere” questa preziosa prerogativa? Siamo forse diventati una colonia dove altri possono determinare, disporre, scegliere? I cittadini di ogni comune non eleggono forse il proprio sindaco dandogli mandato di programmare, governare e sovrintendere alla crescita del loro specifico territorio? Chiediamo quindi una spiegazione alla Sindaca Cittadin e alla sua amministrazione, che presumiamo abbiano condiviso questa scelta con la Regione. Se invece così non fosse, la questione e gli interrogativi assumerebbero toni se possibile ancora più preoccupati e preoccupanti.
Vi ricordate lo slogan leghista “Padroni in casa nostra”? Sembra che ora sia diventato “fate quello che volete voi a casa nostra”
Attendiamo fiduciosi, i cittadini di Rovigo hanno il diritto di sapere e capire.
Civica per Rovigo



