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Merlo: Contributo del Comune di Rovigo agli investimenti di Acque venete

I cittadini del quartiere Commenda hanno visto recentemente l’ennesimo abbattimento di un polmone verde del loro territorio, di alberi sani, centenari e di alto fusto, che erano presenti nel giardino della sede di Acque venete in via Benvenuto Tisi. Questo è avvenuto in concomitanza con i lavori di ristrutturazione e in parte ricostruzione della sede stessa.

L’area verde è di proprietà privata, la società dell’acquedotto, e speriamo gli abbattimenti abbiano seguito le normali procedure di richiesta autorizzazione al settore ambiente del Comune, come prevede il Regolamento del Verde urbano, con le successive prescrizioni di piantumazioni sostitutive. Tuttavia si continua ad impoverire il patrimonio forestale della città, che ha un valore ed una funzione ambientale riconosciuta e apprezzata dai cittadini. E’ evidente che per ricostituire alberi come quelli abbattuti occorrono decenni e rimane il dubbio che potessero essere adottate tecniche di costruzione per “salvare” almeno in parte gli alberi presenti.

L’intervento sulla sede di Acque venete è stato recentemente illustrato e comprende, oltre alla nuova sede, anche la ristrutturazione della Torre piezometrica con funzione di museo dell’acqua. La realizzazione sarà oggetto di un cospicuo finanziamento della Fondazione Cariparo, a supporto dell’investimento della società Acque Venete spa, che gestisce il servizio idrico di tutta la bassa padovana e della provincia di Rovigo.

Si è appreso a riguardo che il Comune di Rovigo ha contribuito a questa iniziativa con 250.000 euro, pur essendo la superficie dove si realizzano le opere di proprietà esclusiva di Acque venete spa, società partecipata dove il Comune di Rovigo detiene solo il 3,7% di quote sociali.

A che titolo la giunta Cittadin ha destinato una cifra così elevata ad un’opera realizzata su terreno di proprietà privata? Si tratta di un trattamento molto di favore verso questa società partecipata dal Comune di Rovigo con quote irrisorie, mentre ad altre società come AS2, dove Rovigo è presente con quote molto più rilevanti, l’amministrazione del capoluogo non si preoccupa neppure di assegnare alcuni servizi per contribuire al risanamento economico.

La quota di investimento di competenza di Acque venete, inoltre, è finanziata con la tariffa del Sistema idrico integrato, quindi con le bollette dei cittadini, che peraltro l’anno scorso sono aumentate dell’8%, con la motivazione di eseguire degli investimenti.

L’Amministrazione comunale di Rovigo, per quanto di sua competenza, dovrebbe vigilare perché le tariffe non aumentino e in caso di investimenti che questi siano finalizzati agli impianti e alla modernizzazione delle condotte, non a realizzare costose sedi ed edifici di rappresentanza. Il Comune ha il dovere di tutelare la qualità del servizio idrico e l’accessibilità delle tariffe, certamente non contribuendo direttamente ad investimenti in conto capitale della società con fondi da bilancio, che potevano utilmente essere impiegati per abbassare i costi dei servizi sociali e comunali.

Dina Merlo

Consigliera comunale

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