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Plastic Free e Legambiente insieme per salvare il Po dai rifiuti

Il progetto biennale Po SalvaMare, indetto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e gestito e coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, ha fatto tappa nel pomeriggio di sabato 21 marzo a Porto Tolle dove si è tenuto un appuntamento di pulizia ambientale che ha visto volontari di Plastic Free e Legambiente in azione a Polesine Camerini, sul Po della Pila.

Tra le azioni primarie del progetto di cui le due associazioni sono partner ci sono cleanup e attività di sensibilizzazione nelle quattro regioni bagnate dal Grande Fiume e lungo il Canalbianco, con particolare attenzione rivolta alla raccolta e alla successiva catalogazione per scopi statistici e scientifici dei rifiuti recuperati in alcuni tratti predefiniti delle golene e delle sponde.

Il fine è riuscire a conoscere meglio la situazione di questi due importanti corsi d’acqua e intervenire concretamente incrociando metodi e strategie diverse per preservarne l’ecosistema, tutelando di riflesso anche quello marino.

A distanza, dunque, di un anno esatto dall’intervento di pulizia effettuato lungo il Po della Pila sempre per il progetto Po SalvaMare i volontari, in totale una trentina, sono ritornati nello stesso luogo ritrovando purtroppo una sponda piena di plastica e rifiuti depositati dal fiume, specialmente durante le piene.

Per tutto il pomeriggio i due team, guanti e sacchi alla mano con l’ausilio di un paio di furgoni messi a disposizione da cittadini, si sono impegnati nel rimuovere e catalogare il cosiddetto river litter.

“La quantità di materiale è senz’altro allarmante e lo è ancor di più se pensiamo che era preso in esame solo un piccolo tratto di sponda vicina alla foce – afferma Riccardo Mancin, coordinatore nazionale e referente provinciale di Plastic Free – In pochi metri strati di rifiuti, decenni di accumulo e deposito. Materiale portato dal fiume e dalle piene ma anche sversato, abbandonato in maniera criminale. E’ ora di passare ad azioni concrete e fare di più per contrastare questo disastro ambientale.”

“Una situazione preoccupante, sia per il fiume che per il mare, dove poi finisce gran parte di questi rifiuti, che ci spinge ad impegnarci sempre più per tutelare gli ecosistemi fluviali e marini, collaborando con enti e associazioni e coinvolgendo numerosi cittadini in attività di sensibilizzazione e Citizen science” conclude Giulia Bacchiega della segreteria regionale di Legambiente Veneto.

Per informazioni: Riccardo Mancin – 347 7893431 | Giulia Bacchiega – 347 8510948

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