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Rovigo riconferma la qualifica di “Città che legge”

Rovigo riconferma la qualifica di “Città che legge”, per il triennio 2024-2025-2026. Il Comune di Rovigo aveva partecipato all’avviso per la candidatura, uscito lo scorso novembre e promosso dal CEPELL (Centro per il libro e la lettura, Istituto autonomo del Ministero della Cultura che afferisce alla Direzione Generale Biblioteche e diritto d’autore), che ha il compito, coerentemente con le priorità politiche del Ministero, di “promuovere politiche di diffusione del libro, della cultura e degli autori italiani” e di “realizzare iniziative e campagne informative per sensibilizzare e incentivare i giovani alla lettura”.

Il Comune di Rovigo ha ottenuto la qualifica già nel 2020 ed ha realizzato  varie iniziative, proprio con l’obiettivo di promuovere la lettura. Ha istituito Il Patto locale per la lettura (visionabile al link https://pattiperlalettura.cepell.it/patti-per-la-lettura/) al quale è possibile aderire chiedendo informazioni alla mail rovigocittachelegge@comune.rovigo.it

L’elenco dei Comuni ammessi alla qualifica di “Città che legge”  è pubblicato nel sito del Cepell  al link https://cepell.it/qualifica-citta-che-legge-2024-2025-2026-i-comuni-selezionati/

“Questo riconoscimento – afferma l’assessore alla Cultura Erika De Luca -, rappresenta molto più di un titolo: è un impegno concreto verso la promozione della lettura come valore fondante della nostra comunità.
Rovigo è una città ricca di storia, cultura e tradizioni.

L’obiettivo è quello di rendere il libro un compagno di viaggio per tutti i cittadini, perché la lettura è una porta aperta verso la conoscenza, il pensiero critico e la consapevolezza civica. Attraverso i libri possiamo abbattere barriere, comprendere mondi lontani e creare uno spazio di confronto. Credo che la lettura non debba essere un privilegio, ma un diritto accessibile a tutti, e come amministrazione comunale ci sentiamo in dovere di rendere questo possibile.
Questa candidatura è il risultato di un lavoro collettivo: del Comune, delle scuole, delle associazioni, dei cittadini. Non si tratta solo di ottenere un titolo, ma di dare continuità e forza a un impegno già radicato.
La qualifica di “Città che legge” non è il punto di arrivo, ma un punto di partenza per continuare a costruire una città che sappia essere luogo di incontro, crescita e futuro, ed è così che Rovigo diventa ancora più inclusiva”.

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