Giovedì 10 settembre riaprono le scuole di Rovigo. Migliaia di studenti torneranno a spostarsi ogni mattina tra biciclette, auto, autobus e pulmini scolastici. Eppure la città si presenta all’appuntamento con il sottopasso di via Forlanini ancora chiuso.
Per mezza Rovigo significa prepararsi a code, ritardi, deviazioni e traffico ancora più pesante sulle strade alternative, a partire da via Vittorio Veneto e dalla Tassina. Una situazione ampiamente prevedibile, ma alla quale l’Amministrazione Cittadin arriva ancora una volta in affanno.
La storia del sottopasso, ormai, parla da sola.
Prima chiusura il 6 maggio, riapertura il 12 e nuova chiusura il 13 maggio a causa degli allagamenti. Poi settimane e settimane trascorse con il sottopasso inutilizzabile, spesso asciutto, ma senza che partisse l’intervento definitivo.
I lavori sono iniziati ufficialmente soltanto il 9 luglio e avrebbero dovuto terminare a metà agosto. Non è successo.
L’assessore ai Lavori pubblici Lorenzo Rizzato aveva poi prorogato la chiusura fino al 12 settembre. Peccato che le scuole riaprano due giorni prima.
Ancora una volta sembra mancare la capacità di programmare tenendo conto della vita reale della città. E ancora una volta manca soprattutto una comunicazione chiara e continua ai cittadini: poche informazioni, aggiornamenti sporadici e nessuna reale percezione dell’urgenza con cui famiglie, studenti e lavoratori stanno aspettando la riapertura.
Per i tagli dei nastri e i video social il tempo si trova sempre. Per spiegare perché un’infrastruttura strategica resti chiusa per mesi, molto meno.
E come se non bastasse, alla chiusura di via Forlanini si aggiunge quella del ponte di viale Amendola, fondamentale per i collegamenti verso l’autostrada, Lendinara e Badia Polesine. Una carreggiata è chiusa dal 16 luglio e dal 1° settembre il ponte è completamente interdetto al traffico.
La riapertura sarebbe prevista per il 18 settembre.
Dopo quello che abbiamo visto con via Forlanini, è legittimo chiedersi: questa volta la data verrà rispettata?
Rovigo arriva quindi all’inizio dell’anno scolastico con due nodi viari fondamentali contemporaneamente compromessi.
Non è più sufficiente parlare di imprevisti. Quando i disagi durano mesi, i lavori slittano e l’informazione arriva col contagocce, il problema diventa politico.
Amministrare significa programmare, rispettare i tempi e informare i cittadini. Su tutti e tre i fronti, questa vicenda racconta una città lasciata ad arrangiarsi.
Paolo Giolo, Presidente Civica per Rovigo
Dina Merlo, Presidente Forum dei Cittadini



