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Tra Ville e Giardini, Al Di Meola incanta Lendinara: settecento persone per il grande chitarrista americano

 Una distesa di teste davanti al palco, sedie aggiunte fino all’ultimo momento, persone in piedi e altre sedute sull’erba ai lati della platea. È stata una serata da tutto esaurito quella che ieri, 18 agosto, ha portato Al Di Meola nel Giardino di Villa Dolfin-Marchiori a Lendinara, nell’ambito della XXVII edizione di Tra Ville e Giardini.

Almeno 700 persone hanno riempito il grande spazio verde della villa per ascoltare uno dei più importanti chitarristi della scena musicale internazionale, arrivato in Polesine con il suo Acoustic Trio, insieme a Peo Alfonsi alla chitarra e Sergio Martinez alle percussioni.

Un pubblico partecipe e attento, che ha accompagnato ogni brano con applausi vigorosi, spesso con le braccia alzate, in una serata nella quale la musica ha occupato quasi senza interruzioni le due ore di concerto.

Ad aprire la serata sono stati i saluti della sindaca di Lendinara Francesca Zeggio, che ha accolto il pubblico sottolineando la straordinaria partecipazione: «Che bello potervi accogliere così numerosi a Lendinara, città ospitale». La sindaca ha ringraziato la proprietà di Villa Dolfin-Marchiori per la collaborazione e tutti i volontari che hanno lavorato per garantire l’accoglienza, la sicurezza e il comfort del pubblico, sottolineando come la partecipazione alla serata rappresentasse anche «una grande qualità dell’organizzazione e della capacità di ascolto».

Un ringraziamento è stato rivolto quindi alla Provincia di Rovigo, ente promotore e coordinatore della rassegna, rappresentata dalla consigliera Lucia Ghiotti. «Visitare il Polesine e diffondere cultura, sono i due obiettivi che ci poniamo con Tra Ville e Giardini», ha ricordato Ghiotti, ringraziando i sostenitori della manifestazione, Regione del Veneto e Fondazione Cariparo, presenti alla serata con alcuni rappresentanti.

Il direttore artistico Claudio Ronda ha ricordato la presenza di Emergency, partner solidale della rassegna, e ha introdotto l’artista come «uno dei più grandi chitarristi al mondo, che non ha mai smesso di ricercare nuove strade musicali».

Poi il palco è diventato quello di Al Di Meola e dei suoi compagni di viaggio.

Al centro, il chitarrista statunitense, concentrato sul proprio strumento, quasi a stringerlo in un abbraccio, ha costruito il concerto insieme a Peo Alfonsi, con il quale vanta una collaborazione ormai ventennale. Alfonsi, diplomato in chitarra al Conservatorio di Cagliari e con una formazione che attraversa musica classica, jazz e sonorità popolari, dal 2006 fa parte dei progetti internazionali di Al Di Meola.

Le due chitarre si sono incontrate più volte in un dialogo musicale fatto di arpeggi, rincorse e improvvise accelerazioni, fino a momenti di grande energia. Dall’altra parte del palco Sergio Martinez ha accompagnato il concerto con le percussioni, creando un tessuto ritmico che ha trovato uno dei momenti più applauditi nel dialogo solistico con Di Meola.

La serata, particolarmente calda e afosa, non ha risparmiato i musicisti. Alfonsi ha dovuto più volte asciugarsi il sudore, mentre Di Meola è rimasto per tutto il concerto concentrato sulla chitarra, accompagnando il pubblico in un percorso musicale serrato, con pochissime pause.

Alle spalle dei musicisti, un grande schermo ha aggiunto un secondo racconto alla serata: fotografie della famiglia di Di Meola, incontri con musicisti e personalità del mondo della cultura, paesaggi e immagini di città legate alla sua storia artistica, da New York a Venezia. Un viaggio per immagini che ha accompagnato quello musicale, restituendo la dimensione internazionale di una carriera lunga oltre quattro decenni.

Nel finale del concerto non è mancato un omaggio a Pino Daniele, mentre il bis ha regalato al pubblico una versione intensa e poetica di “The Sound of Silence”, il celebre brano di Simon & Garfunkel.

Al termine dello spettacolo, Al Di Meola ha inoltre rivolto al pubblico un messaggio a sostegno di Emergency, letto in italiano con un sorriso e accolto da un nuovo applauso.

Per una sera, il grande giardino di Villa Dolfin-Marchiori si è trasformato in un luogo d’incontro fra un artista di fama internazionale e un pubblico arrivato numeroso per ascoltarlo. Una partecipazione che ha restituito pienamente il senso di una rassegna come Tra Ville e Giardini: portare grandi protagonisti dello spettacolo nei luoghi del Polesine e fare di quei luoghi, per una sera, il cuore della vita culturale del territorio

Tra Ville e Giardini 2026

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