Il Comitato altopolesano dei cittadini per il S. Luca di Trecenta lancia un nuovo allarme circa le prospettive dell’ospedale di Trecenta, dato che, secondo gli attivisti per la sanità pubblica, pur se con situazioni che possono sembrare contraddittorie, la tendenza è evidente verso uno svuotamento o almeno ridimensionamento dei servizi sanitari locali offerti in quella struttura, pur essendo la stessa la più recente del nostro territorio.
Mentre la Direzione dell’ Ulss5 pubblicizza il reparto Riabilitazione – per l’ennesima volta – viene parzialmente chiuso il servizio Trasfusionale.
Da agosto, infatti, non sarà più presente il Tecnico del Servizio Trasfusionale e l’approvvigionamento delle richieste di sangue urgente presso il Trasfusionale di Rovigo verrà appaltato a una ditta esterna.
Evidente l’allungamento dei tempi di consegna del sangue (e probabilmente anche dei costi).
Con il tecnico del Centro Trasfusionale presente a Trecenta il sangue veniva consegnato dopo un’ora dalla richiesta. Ora, invece, le richieste di sangue non urgenti verranno consegnate con i fattorini interni al centro trasfusionale di Rovigo non prima di mezzogiorno e le sacche di sangue e plasma arriveranno al reparto non prima delle 14.
Ovviamente ci aspettiamo le rassicurazioni dell’Ulss: ci diranno che “in fondo per il paziente non cambia nulla“, oppure che “prima la produttività non era buona“, o che “così si risparmia qualche euro“.
Sta di fatto che il provvedimento dell’Ulss toglie un altro tassello all’ospedale dell’altopolesine.
A metà gennaio l’Ulss ha ridotto a sole sei ore al giorno l’attività del Laboratorio analisi, con l’arrivo dell’estate sono stati ridotti i posti letto in Medicina; il Pronto Soccorso è rimasto un Punto di Primo Intervento; in quattro anni non sono state applicate le schede ospedaliere del Piano Socio-Sanitario Regionale; i posti letto attivi non sono 132, come programmato, ma forse la metà.
E ANCORA SI TAGLIA!
Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”



