Doveva essere un incontro sindacale in linea con i precedenti due avuti negli
ultimi mesi, ed invece le lavoratrici e i rappresentanti territoriali delle sigle confederali hanno avuto una amara scoperta.
Mentre da oltre 20 giorni era programmata una riunione con la direzione e gli uffici della Pia Opera F. Bottoni, attiva dal 1800, i rappresentanti sindacali hanno incontrato le lavoratrici ed i lavoratori in assemblea sindacale per scoprire che tutti, dal Presidente al direttore, ai responsabili della struttura erano altrove per partecipare ad una “Giornata di condivisione e progettualità, una giornata attiva e partecipativa dedicata alla presentazione, alla riflessione e alla costruzione condivisa del nostro futuro” indica l’ordine del giorno che poi prosegue: ore 8.00 ritrovo presso la residenza Bottoni, alle ore 8.30 partenza per Marina 70, accoglienza, alle ore 10 inizio lavori, con interventi di Presidente del CDA fino alle ore 12.30 con pranzo in ristorante e alle 14.30 il giro in barca.
Poi le conclusioni sul medesimo invito:
” Una giornata per riconoscere il valore di ciò che siamo e costruire insieme ciò che vogliamo diventare.”
“Rimaniamo basiti, se con costernati per quanto abbiamo appreso dalle lavoratrici
presenti in assemblea giovedì alle ore 13.30 – evidenzia Roberta De Nanni della Segretaria FP CGIL di Rovigo che continua – solo il pomeriggio del giorno prima alle ore 15:45 avevamo ricevuto un laconico messaggio via mail dalla Rsa con la quale la direzione ci avvertiva di dover spostare a nuova data l’incontro a seguito di “sopravvenuti impegni istituzionali”.
Riteniamo grave quanto accaduto, tenuto conto anche che a quanto abbiamo
appreso a questa giornata di “condivisione” vi era tutto lo staff degli uffici e delle referenti, addirittura secondo alcune segnalazioni, con tanto di timbratura del cartellino, abbiamo deciso chiaramente di lanciare uno stato di agitazione e di notiziare la Prefettura per quanto è successo che fa il paio con il clima tesissimo di questi ultimi mesi”.
Al momento stiamo valutando se procedere con segnalazione alla corte dei conti per quello che, a nostro avviso, si configura come mala gestione delle risorse pubbliche.
Di certo la notizia circolata tramite il messaggio di invito a questo momento
“formativo, di condivisione e di progettualità” rimarrà nella memoria suo malgrado negli annuari della Pia Opera di Papozze.
L’unico a declinare l’invito sembra essere stato il manutentore preoccupato del fatto che, in mancanza di tutto l’apparato dirigenziale nonché del personale amministrativo e di coordinamento, in caso di problemi o guasti in struttura, non ci sarebbe stato nessuno pronto ad intervenire.
Ci preme evidenziare come ancora una volta a fronte dell’incuranza da parte dei vertici, la dedizione al lavoro e alla cura dei residenti viene invece dimostrata da parte del personale delle fasce più basse, al quale va tutto il nostro riconoscimento.
“Un momento di festa che poteva e doveva essere vissuto a Papozze e di certo con tutto il personale, soprattutto di coloro che ogni giorno garantiscono l’assistenza agli anziani, Operatori socio sanitari, infermieri, personale di cucina e pulizia non avevano diritto di essere anche loro presenti? – sottolinea Franco Maisto della CISL FP che prosegue – oltre a registrare in assemblea che si sono stati parecchi episodi molto criticabili non staremo certo in silenzio di fronte a tutto questo, se vi sono dei diritti sindacali, questi devono essere liberamente esercitati e non tollereremo atteggiamenti vessatori nei confronti di chi giustamente lamenta situazioni di criticità e lo fa per il bene dell’Ente e degli ospiti”.
Molti gli episodi emersi nell’ultima assemblea che ha visto la narrazione di
“riunioni” di nucleo dove solo la direzione poteva parlare e senza lasciare lo spazio ad interventi da parte di chi è in corsia h 24.
“Dopo anni di produttività bloccata e non pagata, sentire di persona che vi è un
clima così vessatorio e pesante non è certo una bella cosa – interviene Cristiano Pavarin segretario generale della UIL FPL di Rovigo – minaccia di ordine di servizio, richiami e impedimento a parlare durante i coordinamenti sono situazioni intollerabili e prive di giustificazione. Siamo assolutamente nella linea di adire al Prefetto e di convocare con urgenza un tavolo di confronto dove la direzione esprima la propria posizione per il bene dell’Ente. Noi eravamo a Papozze per discutere del miglioramento delle condizioni di lavoro in una delle tante case di riposo del Polesine e loro dov’erano? “
La risposta la sappiamo a Marina 70, prima convegno poi pranzo e gita in
barca per riconoscere il “valore di ciò che siamo” recita il volantino.
FP CGIL CISL FP UIL FPL
Roberta De Nanni Franco Maisto Cristiano Pavarin



