

L’incertezza generata dalle guerre in corso e i cambiamenti nel mondo del lavoro sono stati al centro del Consiglio generale della Cisl Padova Rovigo, tenutosi questa mattina nella tenuta Cartirago di Ceregnano.
Nella sua relazione introduttiva, il segretario generale Samuel Scavazzin ha sottolineato i rischi di un perdurare del conflitto per l’economia locale. «La questione dei salari troppo bassi – ha evidenziato – è da tempo una criticità strutturale, strettamente collegata con la scarsa crescita economica. Il cosiddetto decreto Primo Maggio rappresenta un primo tassello di quel patto per il lavoro che abbiamo proposto. La parte relativa al salario si propone di attuare l’articolo 36 della Costituzione e di valorizzare la contrattazione collettiva, nel rispetto dell’azione autonoma delle parti sociali, superando l’idea del salario minimo legale». Anche se «il testo non risolve completamente il problema dei contratti pirata, è positivo il contrasto al dumping contrattuale, un’esigenza importante se si pensa che l’archivio del Cnel contiene oltre 1000 contratti, 800 dei quali firmati da organizzazioni sindacali con pochi o nulli iscritti e che fino ad ora avevano, almeno sulla carta, pari dignità. Purtroppo riscontriamo anche nel nostro territorio l’applicazione di contratti pirata, che alimentano precarietà e sfruttamento».
I dati camerali rilevano comunque un calo del numero delle imprese, che «devono crescere in dimensioni e produttività. La Cisl – ha aggiunto Scavazzin – vuole essere parte attiva di questa crescita, innanzitutto attraverso la partecipazione dei lavoratori e la contrattazione di secondo livello, che significa sostegno ai salari, formazione continua e aggregazione tra imprese per accedere a maggiori risorse da investire in ricerca e sviluppo.
Maggiori investimenti e rinnovo dei contratti comportano maggiore produttività, il grande punto debole del sistema produttivo italiano, per il quale siamo ultimi in Europa e che lo stesso Documento di Finanza Pubblica del governo prevede in ulteriore discesa fino al 2028».
Questo incide anche sul mercato del lavoro. «Nonostante abbia raggiunto il picco massimo di occupati, rimangono alcuni punti critici ormai strutturali del nostro mercato del lavoro, come la disoccupazione giovanile e quella femminile, entrambe tra le più elevate d’Europa». La grande sfida che attende il mondo del lavoro è quella dell’intelligenza artificiale. «La difficoltà non sta tanto nella mancanza di tecnologia, ma di competenze. Un tema che si rivela sempre più importante e interessa chi il lavoro lo ha e i giovani che invece il lavoro lo stanno cercando, considerando che ogni 100 assunzioni programmate dalle imprese, la metà riguarda profili di difficile reperimento. Il bisogno di regole è evidente. L’AI Act adottato dall’Unione Europea rappresenta un passo avanti, ma è la contrattazione che, nella sua articolazione nazionale e aziendale, può fare della transizione tecnologica uno strumento di sviluppo e di coesione e non una nuova forma di catena di montaggio.
I lavoratori – ha concluso Scavazzin – devono avere accesso ai meccanismi che regoleranno le loro mansioni, prima che gli algoritmi dettino loro tempi e metodi di lavoro».
Il presidente dell’Adiconsum, Luca Fracasso, ha quindi approfondito il tema del costo dell’energia e dei carburanti, spiegando le relazioni tra la crisi internazionale, la chiusura dello stretto di Hormuz e l’aumento delle bollette e dando alcuni consigli pratici per evitare inutili sprechi o costi elevati imprevisti.
Cisl Veneto ha affrontato il tema energia nel confronto con la Regione Veneto, insieme a quelli dell’assistenza sociale e sanitaria e della crescita economica. «Alla Regione – ha sottolineato il segretario Massimiliano Paglini – ribadiamo la necessità di efficientare la macchina pubblica e quindi la spesa, senza comprimere quella sociale. Dalla riforma delle Ipab e del sistema delle case di riposo, che va integrata a quella degli Ats, all’energia, trattenendo parte delle risorse generate dalle concessioni idroelettriche, abbiamo avanzato le nostre proposte. In questa ottica, il Consiglio regionale dell’economia e del lavoro è il luogo dove disegnare insieme il Veneto del futuro, rilanciando partecipazione e concertazione. Siamo dentro una stagione in cui le fatiche per affrontare le grandi emergenze aumenteranno, ma siamo consapevoli della forza della nostra Organizzazione e della nostra gente e crediamo si possano gettare le basi per un rilancio dello sviluppo e della crescita dei nostri territori e delle aziende, per i lavoratori, per i pensionati, per le persone più fragili. La chiave per raggiungere l’obiettivo – ha concluso Paglini – è continuare a operare con grande armonia d’azione e ancor più forte spirito confederale».
Il consiglio generale si è concluso con l’intervento di Andrea Cuccello, segretario Cisl confederale: «L’Italia sta cambiando e nella nostra azione sindacale dobbiamo agire di conseguenza. Il referendum costituzionale del 26 marzo ha cambiato profondamente la dinamica interna del nostro Paese. Il governo si è indebolito. Il decreto Primo Maggio, più volte citato nel dibattito odierno, è nato in questo contesto. Nasce in una condizione di grande “maliziosità”.
La festa dei lavoratori prima era una data prettamente sindacale. Da due o tre anni a questa parte il Primo Maggio c’è sempre un decreto, inerente al lavoro. Anche nel decreto Primo Maggio, il contributo della nostra segretaria Daniela Fumarola è stato fondamentale, soprattutto per la parte che riguarda i Ccnl più applicati, valorizzando la contrattazione e indirizzando le risorse verso le aziende che agiscono correttamente applicando i contratti sottoscritti dalle Organizzazioni più rappresentative e contrastando il dumping salariale. Inoltre, finalmente è stato presentato un piano casa che va nella direzione che avevamo indicato: rigenerazione urbana e buy to rent, dando la possibilità di pagare per arrivare all’estinzione del mutuo e ad avere una casa di proprietà a un prezzo calmierato. Questione dell’energia: abbiamo perso negli ultimi 40 anni l’occasione di avere un piano energetico nazionale. Dobbiamo spingere di più su tutte le tecnologie necessarie. A tutti i livelli, la nostra azione sindacale deve essere accompagnata dalla possibilità di vedere le cose che sono veramente importanti per il bene del paese».


