La mozione per “l’eliminazione dell’obbligo da parte dei residenti in ZTL con posto auto e garage privato di richiedere l’autorizzazione biennale per accedere alla propria abitazione” è stata respinta con 16 voti contrari e 9 voti a favore, pur avendo ottenuto particolare apprezzamento da parte dell’Assessore alla Viabilità e Polizia Locale per aver posto il problema, meritevole di approfondimento e risoluzione in sede di stesura del regolamento ZTL, attualmente non esistente.
In sede di votazione, la maggioranza, dalla quale hanno preso le distanze i Consiglieri Conchi e Rossini, che hanno votato a favore, ha ritenuto di respingere la mozione diretta a favorire quei cittadini (circa 600) che, per fortuna o loro malgrado, risiedono in zona a traffico limitato o che per raggiungere la propria abitazione la devono attraversare.
Costoro, come noto, ogni due anni sono obbligati a rinnovare la richiesta di permesso spendendo 32€ di marca da bollo e 2,50€ di diritti di segreteria, pena la sanzione amministrativa da un minimo di 87€ a 334€ oltre alle spese di notifica.
Nessun guadagno per le casse comunali, quindi, solo un inutile aggravio burocratico per la Pubblica Amministrazione e la Polizia Locale che deve esaminare la domanda e rilasciare il permesso.
Con il Consigliere Diego Crivellari, che ha sottoscritto la mozione, chiedevamo che l’obbligo di essere autorizzati all’accesso in ZTL fosse limitato ad una sola volta, all’inizio, ritenendo del tutto superfluo ripresentare la domanda ogni due anni, qualora non fossero mutate, nel frattempo, le condizioni residenziali.
E’ stato inutile far osservare che proprio la carenza di organico rappresentata dal Dirigente della Polizia Locale, nel proprio parere contrario, rafforza l’opportunità di razionalizzare il carico di lavoro amministrativo limitando le istruttorie ai casi di effettivo mutamento delle condizioni dichiarate e non imponendo adempimenti standardizzati privi di valore, appunto in termini di controllo.
E’ avvilente riscontrare che, anche quando proposte di buon senso, tecnicamente motivate, che nulla hanno di ideologico o di politica politicante e sono dirette solo a favorire i cittadini, contenendo inutili e vessatorie procedure burocratiche, solo perché provenienti dai banchi della minoranza, vengono respinte.
Tuttavia non ci arrenderemo a portare avanti una politica perbene, costi quel che costi.
Palmiro Franco Tosini
Lo stesso consigliere comunale ha rivolto anche una interpellanza a Sindaco e Giunta per superare i problemi di accesso alla Sala della Gran Guardia
Signora Sindaca, Signori Assessori, in più di una circostanza (l’ultima il 20/6/2025, all’incontro pubblico sulla sicurezza con il prof. Michele Di Bari), mi sono trovato nella situazione di non poter assistere ad un evento, dibattito incontro politico organizzato presso la sala della Gran Guardia, e ciò per l’impossibilità di poter utilizzare l’ascensore in quanto non preventivamente azionato da parte degli organizzatori dell’evento.
E’ successo anche ieri all’inaugurazione della settimana dei diritti umani. Ho pensato che, forse, tra i diritti umani ci dovrebbe essere anche il diritto di accesso, il diritto di movimento.
Avrei potuto accedere comunque e, come me, tutti coloro che abbiano difficoltà deambulatorie che consentono di superare i gradini, qualora fossero serviti da appositi corrimano.
Ciò premesso chiedo e propongo che:
1) al momento della concessione agli organizzatori di un evento presso la sala della Gran Guardia, venga imposto di azionare l’ascensore.
2) venga valutata l’opportunità di dotare la scalinata (7 scalini) di un corrimano, a dx e a sx, mediante l’installazione di un tubo di ferro, del diametro di non più di 2,5/3 cm, al fine di consentire quantomeno ad un certo numero di persone interessate, ancorché non a tutti, la possibilità di accedere agli eventi, manifestazioni, organizzati presso la sala della Gran Guardia.
L’intervento non pregiudicherebbe dal punto di vista architettonico il decoro del palazzo e, della relativa spesa, oltre modo contenuta, potrei farmene personalmente carico, come personale dono alla città.



