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Vanni Borsetto sul terzo turno della Polizia Locale a Rovigo

Sembra non faccia rimpiangere il suo predecessore Maniezzo, il demo-leghista Assessore Aretusini: qualche giorno fa la massiccia inondazione mediatica social sull’avvio imminente del cosiddetto “terzo turno” (servizio notturno) della Polizia locale di Rovigo, ora (dopo la presa di posizione sindacale dei Vigili) la clamorosa retromarcia come già accaduto,  in altre occasioni, a questa Amministrazione cittadina.
Chissà. Forse chi governa la città non ha chiaro il complesso delle problematiche sul tema in questione. Di certo se, da un lato, i Vigili invocano la mancata “Concertazione” e dall’altro l’Assessore parla di confronto mai venuto meno, qualcosa sfugge.
L’esigenza del “terzo turno” è vicenda nota che tiene banco in città da oltre 20 anni. E’ un pò come il gatto che si morde la coda: da sempre Prefettura e Questura ne sollecitano l’istituzione ma di fronte alle carenze di organico, giusta e adeguata professionalità, tutto sfuma. Nemmeno l’ex Sindaco leghista Bergamin (sostenuto dallo stesso Aretusini, allora Consigliere) ne venne a capo.
Che si parli di volontà di potenziamento dell’organico, da parte di questa Giunta, fa piacere, resta il fatto che gli effettivi in servizio (31 in totale), pur con nuove assunzioni, non compensano i pensionamenti, più di qualcuno dovuto all’istituzione di “quota 100”, chiodo fisso elettorale del Ministro Salvini, nonché leader del Partito di Aretusini.
In queste condizioni istituire il servizio notturno diventa praticamente impossibile. Oltre al personale necessitano capacità professionali e continua formazione. Un tema più complesso di quanto appaia nelle facili comparsate dell’Assessore Aretusini.
VANNI BORSETTO
FORUM DEI CITTADINI
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